La recente programmazione approvata dalla Regione Campania, che prevede nuovi investimenti per le residenze universitarie e gli studentati, tra cui lo Studentato presso l'Istituto Pontificio di Santa Chiara per oltre 2,5 milioni di euro e il recupero dell'ex Ostello della Gioventù di Mergellina, riporta al centro dell'attenzione il tema del diritto allo studio e dell'utilizzo delle risorse pubbliche destinate all'housing universitario.
"Come Abbac - dichiara il Presidente nazionale Agostino Ingenito - riteniamo necessario che la Regione Campania chiarisca in modo puntuale gli obiettivi, le modalità di gestione e i vincoli previsti per tutte le strutture finanziate con risorse pubbliche, siano esse regionali, statali, europee, Pnrr o provenienti da strumenti gestiti da Cassa Depositi e Prestiti."
Negli ultimi anni il settore degli studentati è stato interessato da ingenti investimenti pubblici e privati. Attraverso il Pnr, il ministero dell'università e della ricerca e cassa depositi e prestiti hanno destinato centinaia di milioni di euro alla realizzazione di nuovi posti letto per studenti universitari, coinvolgendo sia soggetti pubblici che operatori privati. L'obiettivo nazionale è incrementare significativamente l'offerta di alloggi universitari a canoni sostenibili. (
"Il tema non è essere favorevoli o contrari agli studentati. Al contrario, siamo convinti che la Campania abbia bisogno di nuovi posti letto per studenti universitari. Tuttavia è indispensabile verificare che le risorse pubbliche producano realmente benefici per la popolazione studentesca e non finiscano per sostenere modelli che, nel tempo, possono trasformarsi in residenze ad alta redditività o in forme di ospitalità parallela."
Secondo Abbac occorre avviare una ricognizione completa delle iniziative già realizzate, di quelle in corso e di quelle programmate nell'area metropolitana di Napoli e nelle principali città universitarie campane, verificando:
Numero effettivo dei posti letto realizzati, entità dei contributi pubblici ricevuti, soggetti gestori, tariffe applicate agli studenti, livelli di occupazione, eventuali utilizzi diversi dalla destinazione universitaria, durata dei vincoli previsti dagli atti di finanziamento.
"Osserviamo con attenzione quanto sta accadendo in diverse città italiane, dove alcune strutture nate come studentati risultano utilizzate anche per ospitalità temporanea, soggiorni brevi o formule assimilabili alla ricettività tradizionale nei periodi di minore presenza studentesca.
È una questione che merita approfondimenti e verifiche, soprattutto quando si utilizzano fondi pubblici."
Abbac chiede pertanto alla Giunta regionale di prevedere clausole stringenti che garantiscano la prevalente funzione sociale e universitaria delle strutture finanziate, introducendo sistemi di controllo e rendicontazione pubblica.
L'associazione invita inoltre il consiglio regionale della Campania ad avviare una discussione istituzionale sullo stato del diritto allo studio in Campania, coinvolgendo università, rappresentanze studentesche, ADISURC, enti locali, operatori e soggetti beneficiari dei finanziamenti.
"Chiediamo che venga presentato un quadro aggiornato del fabbisogno abitativo degli studenti universitari campani, dei posti letto realmente disponibili, delle liste di attesa e delle misure adottate per garantire canoni accessibili. Occorre comprendere se gli investimenti pubblici effettuati negli ultimi anni stiano producendo risultati adeguati rispetto alle esigenze degli studenti e delle loro famiglie.
Il diritto allo studio non può essere limitato alla sola realizzazione di edifici. Servono servizi efficienti, mobilità, collegamenti, sicurezza, mense, spazi comuni e costi sostenibili. È su questi aspetti che chiediamo massima trasparenza e monitoraggio.
Le risorse pubbliche rappresentano un'opportunità importante per il sistema universitario campano. Proprio per questo è necessario che ogni euro investito sia finalizzato a creare reali opportunità per gli studenti e sia accompagnato da strumenti efficaci di controllo, valutazione e rendicontazione pubblica".
