"L’esito della riunione straordinaria dei ministri dell’Agricoltura del G7 conferma quanto Confeuro sostiene da tempo: un sistema agroalimentare fortemente dipendente da input chimici importati da altre aree del mondo è, per sua natura, fragile ed esposto alle tensioni geopolitiche internazionali".
Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro - Confederazione degli Agricoltori Europei, commenta le conclusioni del vertice convocato per affrontare le ricadute sul comparto agricolo del conflitto in Medio Oriente e delle criticità legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
"Lo abbiamo già visto con la guerra in Ucraina e lo stiamo osservando nuovamente oggi: ogni crisi internazionale che coinvolge aree strategiche per l’approvvigionamento di materie prime e fertilizzanti provoca inevitabili ripercussioni sull’agricoltura europea, mettendo in difficoltà soprattutto le piccole e medie imprese agricole, che rappresentano l’ossatura produttiva dei nostri territori". prosegue Tiso.
Secondo Confeuro, la scelta di diversificare le fonti di approvvigionamento delle sostanze utilizzate per la produzione dei fertilizzanti può rappresentare una risposta immediata all’emergenza, ma non affronta il nodo strutturale del problema.
"Si tratta di una misura tampone, non di una soluzione definitiva. Oggi siamo fortemente dipendenti dalle importazioni provenienti dal Medio Oriente, in particolare dall’area del Golfo Persico, e di fronte alle difficoltà attuali stiamo semplicemente cercando fornitori alternativi. Ma continuare a spostare il problema da una regione all’altra del mondo non significa risolverlo”, sottolinea il presidente Tiso. Per Confeuro, dunque, è necessario un cambio di paradigma fondato sulla programmazione e sulla resilienza del sistema produttivo europeo.
"Serve una visione politica di lungo periodo che abbandoni la logica dell’emergenza permanente e investa con decisione nell’innovazione sostenibile. Per questo Confeuro propone di rafforzare il modello agroecologico, riducendo progressivamente il ricorso ai fertilizzanti azotati di sintesi, e di accelerare lo sviluppo delle Tea, le Tecniche di Evoluzione Assistita, che possono contribuire alla creazione di varietà colturali più efficienti nell’assorbimento e nell’utilizzo dei nutrienti presenti nel terreno.
L’obiettivo deve essere quello di costruire un’agricoltura più autonoma, competitiva e sostenibile, capace di valorizzare le risorse disponibili nei territori e meno vulnerabile agli shock internazionali. Solo attraverso una strategia strutturale e lungimirante sarà possibile garantire stabilità alle imprese agricole e sicurezza alimentare ai cittadini europei", conclude Tiso.
