Grande successo nel primo giorno di raccolta firme per portare in Parlamento la proposta di legge volta a sostenere il commercio di prossimità. Da oggi e sino a venerdì 17 Confesercenti Campania ha previsto, nelle cinque province della regione (Napoli, Salerno, Avellino, Caserta e Benevento), alcuni ‘banchi’ per la raccolta firme nel centro cittadino.
A Napoli, presso ‘Largo Berlinguer’, a via Toledo, insieme a dirigenti e presidenti di categoria, ha idealmente ‘inaugurato’ il primo giorno di petizione Vincenzo Schiavo, presidente diConfesercenti Campania (e vicepresidente Nazionale con delega al Mezzogiorno).
Confesercenti Campania, il pres. Schiavo: «Al fianco delle imprese di vicinato»
«Questa raccolta di firme, che proseguirà anche dopo venerdì 17, è importante per sostenere le imprese di vicinato. Vogliamo portare in Parlamento una proposta di legge che induca il Governo a sostenere le ZESpro, in cui ci sono incentivi e finanziamenti per l’avvio, l’abbattimento delle tasse, l’eliminazione delle accise e tante altre giuste agevolazioni», queste le parole del Presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo.
«È necessario - sostiene il presidente Schiavo - non far scappare i giovani imprenditori dalla Campania e dall’Italia. Dobbiamo invece dar loro l’opportunità e di investire nei nostri quartieri, nei borghi, nelle periferie. Senza attività commerciali ci sarebbe la morte di certe zone delle nostre città, senza dimenticare che la desertificazione è un pericoloso elemento di attrazione per l’attecchimento della criminalità. Il commercio è anche un faro di sicurezza, perché con i negozi di prossimità significa avere sentinelle che controllano e che danno luce ai nostri quartieri».
«Stiamo raccogliendo le firme con tutte le nostre 73 categorie. In Italia ci sono oltre 5milioni e 800mila piccole e medie imprese che danno lavoro a più di 15 milioni di persone. Possiamo dire che l’Italia si regge sulle Pmi, sulle attività di prossimità. L’ossatura dell’economia del nostro Paese è composta proprio da queste realtà imprenditoriali. E questo ovviamente vale anche per la Campania. Queste attività, la prima infrastruttura sociale del nostro Paese, non possono inoltre continuare a pagare eccessivamente la concorrenza non regolamentata a dovere delle grandi piattaforme e-commerce straniere, né possono continuare e sparire e a chiudere», ha concluso Schiavo.
Per l’approdo in Parlamento della proposta, volta a rilanciare i centri storici fermandone lo svuotamento e a proteggere i negozi di vicinato, occorrono 50mila firme.
La proposta di legge per il commercio di prossimità
La proposta di legge recante “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, reca disposizioni volte a sostenere in modo strutturale le attività commerciali e i servizi di prossimità, contrastando i fenomeni di desertificazione commerciale e rafforzando il tessuto economico e sociale dei territori. Il provvedimento persegue l’obiettivo di garantire la continuità dei servizi essenziali alla popolazione residente, valorizzando la rete degli esercizi di vicinato, i presìdi multiservizio e le forme di aggregazione tra imprese.
In breve questa legge quadro nazionale mette il commercio di prossimità al centro delle scelte sui nostri territori. Quattro i pilastri. Cuore della proposta è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), ovvero un insieme di misure a favore del commercio di prossimità: aree territoriali soggette a regimi fiscali agevolati, semplificazione amministrativa e contributi per l’avvio, per chi apre o rinnova un negozio di vicinato. Poi un Fondo per la riqualificazione, ovvero stanziamenti destinati al rinnovo dei locali commerciali e all'arredo urbano, per rendere più attrattivi i centri storici, promuovendo la tutela del territorio. Inoltre si chiedono regole più eque, ovvero condizioni più giuste rispetto ai giganti del web, anche con misure fiscali compensative. Infine la proposta prevede un Osservatorio nazionale al MIMIT (Ministero delle Imprese e per il Made in Italy) per portare dati e proposte ai tavoli decisionali.
Domani è possibile firmare la petizione presso il ‘banco’ in via Toledo (che replica le decine di banchi organizzati su tutto il territorio nazionale), ma è possibile sostenere la proposta di legge direttamente online tramite SPID, CIE o CNS sulla piattaforma dedicata del Ministero della Giustizia. (https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009) Per ulteriori dettagli sulla normativa è possibile consultare la pagina ufficiale di Confesercenti Nazionale (https://www.confesercenti.it/rigenerazione-urbana/)
