Il ministro Cartabia a Napoli: "La costituzione ponte tra generazioni"

Intitolato il palazzo di giustizia ad Alessandro Criscuolo, presidente emerito della Consulta

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Napoli.  

“La Costituzione è un ponte tra generazioni. Ci è stata consegnata dalle generazioni che ci hanno preceduto ed è destinata a durare nel tempo, per orientare la società anche di chi verrà dopo di noi”. Lo ha detto la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, in occasione dell’intitolazione del palazzo di giustizia di Napoli ad Alessandro Criscuolo, presidente emerito della Consulta deceduto il 10 marzo 2020.

Nelle stesse ore in cui il nome della ministra si riverbera in parlamento tra i papabili presidenti della repubblica, Cartabia, citando il celebre discorso di Pietro calamandrei agli studenti di milano, ricorda da Napoli il valore della costituzione e il ruolo di garante della Carta a cui è chiamato ogni singolo cittadino per renderla viva ogni giorno. “La vitalità dei valori della Costituzione - ha sottolineato il Guardasigilli - è affidata alle giovani generazioni, che sono chiamati a farla vivere, a metterci dentro la coscienza civica”.

“Ecco decidere di intitolare il Palazzo di Giustizia al presidente emerito della Corte Costituzionale, Alessandro Criscuolo, a chi è stato tutela e garante della Carta fondativa della nostra Repubblica, significa anche continuare a trasferire questo spirito della Costituzione, nell’incontro tra le generazioni», ha aggiunto la Cartabia.

Poi il ricordo di Criscuolo, che la volle alla Corte costituzionale, donna e giovanissima : “"ebbe nei miei confronti un gesto molto generoso quando mi volle alla Corte Costituzionale, una scelta quasi eversiva".

Cartabia ha tenuto a sottolineare un aspetto in particolare dell'esperienza di Criscuolo: "E' stato eletto alla Corte Costituzionale dalla Corte di Cassazione ed è uno di quei rarissimi casi, non so se l'unico, in cui fu eletto al primo turno. Su di lui ci fu un consenso unanime. Dietro una carriera così fulgida c'è sicuramente l'insigne giurista della grande scuola napoletana, e si vedeva nel lavoro che abbiamo potuto condividere, ma non meno decisive sono le virtù dell'uomo, capace di diventare un modello e un maestro".