Napoli, ecco come il "patto" salverà le finanze del comune

Manfredi: Il Patto evita il dissesto, e crea le condizioni per lo sviluppo

napoli ecco come il patto salvera le finanze del comune

Dal Governo 1,2 miliardi . Dal 2023 tassa d'imbarco a Capodichino di 2 euro e aumento Irpef.

Napoli.  

Arriva in aula il piano per salvare le casse del comune di Napoli che impegna il Governo a stanziare 1,2 miliardi in 20 anni per mettere in sicurezza le finanze della città. Il sindaco Manfredi e l'assessore al bilancio Baretta hanno illustrato il documento che cammina su due binari: riscossione e valorizzazione dei beni. Dal 2023 entra in vigore la tassa di imbarco a Capodichino di due euro e l'aumento dell'Irpef nella misura dello 0,1 %.

"Quello che presenteremo al Governo è un piano articolato che sicuramente mette in sicurezza le finanze del Comune ed evita il dissesto con tutte le conseguenze molto gravi che questo porterebbe: dal non pagamento dei creditori, alla liquidazione delle partecipate, alla svendita del patrimonio''. Così il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a margine del Consiglio comunale. Manfredi ha spiegato che il Piano è ''un intervento molto strutturato, basato essenzialmente sul miglioramento della riscossione e sulla valorizzazione del patrimonio. È un'occasione storica per Napoli per rimettere a posto le casse del Comune ed è la precondizione per poter creare realmente sviluppo''.

L'assessore al Bilancio, reduce da una brutta avventura (gli hanno rubato il portafogli a Venezia prima di arrivare a Napoli) ha tenuto la sua relazione ai consiglieri. 
"Il riparto – spiega – come al momento definito dal Mef, attribuisce a Napoli 1 miliardo 231 milioni 549 mila e 600,77 euro. Si tratta di una cifra molto importante. Il contributo, ripartito in 21 anni; abbiamo chiesto al governo l’impegno a versare nelle casse comunali la quota annuale assegnataci entro il 31 marzo di ogni anno. A fronte del contributo statale, il Comune impegnato a recuperare risorse proprie pari ad un quarto di quanto lo Stato eroga. Si tratta di 307.887.400,19 euro, distribuiti nel periodo complessivo. Il programma che abbiamo predisposto prevede di realizzare maggiori entrate, nel periodo considerato (2022/2042), per 803.899.978,84 euro. Ovvero 496.012,578,65 euro in più del calcolo del quarto assegnatoci dalla Legge di bilancio".

Multe e tasse non riscosse per 2 miliardi. “Il Comune di Napoli ha oltre 800 milioni di crediti verso i cittadini per multe non pagate, oltre 700 milioni di tari non riscossa, per 2 miliardi complessivi ma credo che sia un dato per difetto – ha aggiunto l'assessore - In questo quadro – la tassa di imbarco può produrre, se introdotta a 2 euro, una entrata di 10 milioni l’anno, che, poiché parte dal 2023, vuol dire 40 milioni per il quinquennio, mentre arriva a 200 milioni se confermata per tutto il periodo. Il consiglio comunale ci ha chiesto, la volta scorsa, che l’addizionale Irpef non fosse avviata da quest’anno, diversamente da quanto richiesto dal Governo, ma dal 2023 nella misura dello 0,1%; inoltre ha proposto di aumentare la quota esente a 12 mila euro. Entrambe queste richieste sono state accolte. Per raggiungere, per il quarto, necessario incrementare di un ulteriore e definitivo 0,1% dal 2024. Ovviamente applicando la esenzione a 12 mila euro. Nulla esclude che, se incrementeremo, come confidiamo, altre entrate, possiamo prevedere un ulteriore aumento della quota esente".