Bacoli, spiaggia chiusa dai militari: scontro con il sindaco

Cartello di divieto a Miseno, Della Ragione: “Così si negano diritti ai cittadini”

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Bacoli.  

La tensione torna a salire sul litorale di Bacoli, dove il confronto tra amministrazione comunale e lidi militari si riaccende proprio alla vigilia della stagione estiva. Al centro della polemica, un cartello comparso sulla spiaggia di Miseno che non lascia spazio a interpretazioni: “Zona militare. Divieto di accesso. Sorveglianza armata”.

A denunciare pubblicamente l’episodio è stato il sindaco Josi Gerardo Della Ragione, che ha affidato ai social il proprio disappunto, accompagnando le parole con l’immagine del cartello affisso sull’arenile. Un segnale che, secondo il primo cittadino, rappresenterebbe una risposta diretta al percorso avviato dall’amministrazione per restituire ai cittadini ampie porzioni di spiaggia finora occupate da strutture militari.

Già nell’ottobre 2025, infatti, il Comune aveva annunciato la liberazione di circa 25mila metri quadrati tra Miseno e Miliscola, con l’obiettivo dichiarato di ampliare gli spazi di accesso libero al mare in vista dell’estate 2026. Un progetto che ora sembra incontrare nuove resistenze.

Nel suo intervento, il sindaco sottolinea come la presenza di un divieto così rigido appaia fuori contesto: nessuna esercitazione, nessun sito strategico, ma semplicemente un tratto di costa tra i più frequentati dell’area flegrea. Da qui la denuncia di quella che viene definita una “ingiustizia sociale”, con l’accusa implicita di voler riservare spazi pubblici a una platea ristretta.

La posizione dell’amministrazione resta netta: la battaglia per garantire spiagge libere non si ferma. Della Ragione rivendica il diritto universale all’accesso al mare, contrapponendolo a privilegi ritenuti anacronistici. Un tema che, negli ultimi mesi, si è intrecciato anche con questioni economiche: a inizio 2026, il Comune aveva infatti contestato a uno dei lidi militari un debito tributario di oltre 80mila euro.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, quello della gestione del demanio marittimo e dell’equilibrio tra uso pubblico e concessioni. A Bacoli, però, il confronto ha assunto toni sempre più accesi, trasformandosi in uno scontro politico e simbolico destinato a proseguire anche nei prossimi mesi.