Primo Maggio, piazza unita a Napoli contro precariato e morti sul lavoro

Roberto Fico propone la Procura speciale, mentre 30mila giovani fuggono ogni anno dalla Campania

primo maggio piazza unita a napoli contro precariato e morti sul lavoro
Napoli.  

 

Non è una festa, ma un atto d’accusa. Il Primo Maggio 2026 di Napoli si consuma in una Piazza Municipio gremita, dove i gonfaloni di Cgil, Cisl e Uil sventolano accanto alle storie di chi il lavoro lo ha perso o, peggio, ci ha rimesso la vita. Il cuore della protesta è chiaro: la Campania resta intrappolata in una "zona rossa" dove la sicurezza è un lusso e la dignità un miraggio per migliaia di giovani.

La "Lista Nera" e la proposta della Procura Speciale

Il dato emerso durante il presidio è drammatico: la Campania registra un’incidenza di morti sul lavoro superiore del 25% rispetto alla media nazionale. Un bollettino di guerra che ha spinto i sindacati e il Presidente della Regione, Roberto Fico, a invocare misure drastiche. «Servono provvedimenti per prevenire quanto sta accadendo, oltre a più controlli», ha dichiarato Giovanni Sgambati (Uil). «Vanno introdotti il reato di omicidio colposo sul lavoro e una Procura speciale per dare giustizia alle famiglie delle vittime».

L'esodo dei trentamila: giovani "cacciati" dalla Campania

Oltre al sangue, c'è la fuga. Melicia Comberiati (Cisl) ha lanciato l'allarme su un dato demografico che somiglia a una deportazione silenziosa: 30.000 giovani lasciano la Campania ogni anno. Disoccupazione giovanile oltre il 30%, precariato: sistema basato su contratti pirata e bassi salari. In sostanza una città intera che scompare ogni dodici mesi. «I giovani non scappano, vengono cacciati da un sistema che non offre prospettive», denuncia Comberiati, sottolineando come il caro carburante e le crisi internazionali stiano erodendo i pochi margini di stabilità rimasti.

Sgambati (Uil) lavoro dignitoso significa applicare i contratti

"Lavoro dignitoso significa applicazione dei contratti che preservano e garantiscono salari adeguati e tutele; lavoro dignitoso significa contrastare l'illegalità sui nostri territori, la diffusione del lavoro nero, lavoro dignitoso significa contrastare precarietà e lavoro povero che riguarda soprattutto le donne e i nostri giovani che sono costretti a lasciare il proprio Paese per realizzarsi". Così il segretario generale della Uil Napoli e Campania, Giovanni Sgambati, a margine della manifestazione, promossa da Cgil Cisl Uil a piazza municipio  "Questa - ha aggiunto Sgambati - è una giornata di festa ma soprattutto di lotta per dare risposte alle numerose vertenze che sono nella nostra regione e per non abbassare mai la guardia su un altro fenomeno odioso che è quello degli incidenti e dei morti sul lavoro una mannaia che va fermata insediano una procura speciale e riconoscendo l'omicidio colposo per le tragedie che si consumano sul lavoro"

Manfredi: lavoro rappresenta dignità, libertà e diritti

 "Il lavoro rappresenta la dignità, rappresenta la libertà, rappresenta i diritti delle persone e delle famiglie". Lo ha detto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, intervenendo alla manifestazione promossa da Cgil Cisl Uil a piazza Municipio. "Noi - ha aggiunto Manfredi - veniamo da anni veramente difficili. Gli ultimi dati ci dicono che negli ultimi cinque anni l'Italia, in Europa, è stato il paese dove i salari sono cresciuti meno e dove il potere d'acquisto si è ridotto". Il sindaco ha poi ricordato le "giovani vittime che purtroppo per mancanza di formazione, per mancanza di tutele da parte delle aziende, hanno perso la vita per portare un salario a casa". "Dobbiamo mettere al centro - ha aggiunto Manfredi - anche il tema della stabilità del lavoro. Noi dobbiamo sempre di più spingere verso un lavoro stabile, un lavoro continuativo, un lavoro che garantisca a chi opera di poter avere una certezza per il futuro, ai giovani per poter fare un mutuo per la propria casa, alle persone più anziane che non possono trovarsi senza lavoro con la difficoltà di essere poi ricollocate in un mercato che non li vuole più. E per questo motivo oggi noi insieme dobbiamo costruire un patto forte. Un patto che significa sicurezza, che significa salario, significa assunzioni".

Transnova e il caso Pomigliano: una tregua armata

Sul palco di Piazza Municipio sono saliti anche i lavoratori della Transnova di Pomigliano. Dopo una dura battaglia, i 53 operai hanno ottenuto il ritiro dei licenziamenti e l'attivazione della cassa integrazione. Tuttavia, la vertenza non è chiusa: «La cassa integrazione non è la soluzione - spiega Mauro Di Costanzo della Fiom Cgil -  ma solo tempo guadagnato per cercare un futuro occupazionale vero».

La piazza si scioglie, ma le rivendicazioni restano. Il Primo Maggio di Napoli si chiude con una richiesta di intervento al Governo: serve un "Piano Marshall" europeo per il lavoro, simile a quello varato durante la pandemia, perché la crisi attuale rischia di lasciare ferite ancora più profonde.