Il capoluogo campano si prepara a diventare una tappa cruciale della mobilitazione internazionale a sostegno della popolazione palestinese. Domani Mercoledì 27 maggio, alle ore 10:30, la splendida cornice dei giardini del Molosiglio ospiterà la conferenza stampa di presentazione della "Ghassan Kanafani", l'iniziativa promossa dall'equipaggio di terra e di mare della Freedom Flotilla Italia.
L'appuntamento rientra nel più ampio progetto nazionale denominato "100 Porti 100 Città", una campagna nata con l'obiettivo esplicito di portare il dibattito e la solidarietà attiva nei confronti di Gaza e della Palestina direttamente all'interno dei territori italiani, costruendo ponti di mutuo soccorso e forti connessioni sociali.
Il programma: dall'università occupata fino a Scampia e Bagnoli
L'incontro con i giornalisti aprirà ufficialmente una densa tre giorni di eventi e mobilitazioni che attraverseranno l'intera città di Napoli, toccando punti nevralgici della resistenza sociale e studentesca. Il fitto calendario di iniziative si snoderà tra l'università occupata, il quartiere di Scampia, l'area di Bagnoli e la zona portuale della città.
Al centro del dibattito ci saranno i temi del mutualismo, della sensibilizzazione geopolitica e della cooperazione dal basso, per accendere i riflettori sulla crisi umanitaria in corso nella striscia di Gaza.
Una rete transnazionale di attivisti e comitati storici
A testimonianza della trasversalità del progetto, la tavola rotonda vedrà la partecipazione di una fitta rete di sigle e personalità del panorama politico e sociale. Interverranno direttamente le militanti e le attiviste della Freedom Flotilla, affiancate dalle rappresentanti palestinesi del Centro Culturale Handala Ali e dai membri del gruppo embargo della campagna BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).
Il tavolo dei relatori si arricchirà inoltre di importanti figure della politica locale e dei movimenti territoriali: sarà presente l'ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, insieme agli abitanti di Bagnoli attivi nella storica rete di protesta "No America's Cup". L'obiettivo comune resta quello di ridefinire il ruolo di Napoli come porto aperto e città di pace nel Mediterraneo.
