Progetto Civico Italia lancia da Napoli la sfida sulle preferenze

L'assessore Puca blinda il sindaco: "Manfredi non usa la città per il post 2027"

Napoli.  

 

Non è un caso che la neonata forza politica Progetto Civico Italia abbia scelto piazza Dante a Napoli per far sentire la sua voce. Dal cuore del capoluogo campano parte la mobilitazione in 100 piazze italiane per scardinare il sistema dei parlamentari "nominati" e chiedere la reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale. Un'offensiva politica, mossa all'insegna dello slogan "basta liste bloccate, è una vergogna", che si intreccia inevitabilmente con il dibattito sul futuro del centrosinistra e sul ruolo di primo piano che la città partenopea sta assumendo nello scacchiere nazionale.

Al fianco del coordinatore nazionale Alessandro Onorato, c'era Carlo Puca, assessore all'Immagine della città della giunta Manfredi e coordinatore regionale del movimento, che ha blindato il sindaco di Napoli respingendo le voci di un suo possibile utilizzo della città come trampolino di lancio per le elezioni politiche del 2027.

Puca difende Manfredi: "Nessuna trama per il post-Napoli"

Mentre a Roma e nei palazzi della politica nazionale si rincorrono i retroscena sul futuro leader del campo progressista, da Napoli arriva una netta frenata alle speculazioni. Interpellato sulle possibili figure alternative alla guida del centrosinistra, Carlo Puca ha risposto con fermezza: "Conosco molto bene Manfredi e posso dire che se c'è una cosa che lui non fa è pensare al dopo. OQuello che è certo è che si ricandiderà per Napoli, perché  è una grande cittàcomplessa che richiede grande responsabilità e poi diciamolo, non c'è niente di più bello che guidare una città come questa", ha detto l'assessore della giunta napoletana. "In lui non c'è l'idea di tramare né di usare la città per altro".

Un messaggio chiaro che punta a isolare il lavoro dell'amministrazione di Napoli dalle dinamiche dei partiti romani, rivendicando l'impegno totale del sindaco e presidente dell'Anci sul territorio. Proprio la Campania, secondo Puca, sta rispondendo con forza al nuovo progetto civico, riformista e popolare nato ufficialmente solo un giorno fa a Roma: "In Campania ci stiamo radicando bene in tutte le province, a partire da Napoli. Mettiamo in campo la buona amministrazione, la vicinanza ai cittadini e un'idea di Paese che viva meno nel conflitto".

Il paradosso del voto e l'attacco al Governo Meloni

La battaglia sulle preferenze diventa  il manifesto del Progetto Civico, dove il contatto diretto con i cittadini è la regola e non l'eccezione. Alessandro Onorato, presenta ai gazebo di Piazza Dante, ha evidenziato il paradosso di un sistema che permette agli italiani di scegliere consiglieri comunali, regionali ed europarlamentari, ma toglie loro questo diritto costituzionale per il Parlamento nazionale. Il sistema proposto dal Governo Meloni viene definito dai civici come "un presidenzialismo mascherato" e il tentativo più grave di nascondere i propri fallimenti attraverso un premio di maggioranza fuori misura e un leader designato direttamente sulla scheda. Per Onorato e Puca, la fuga dalle urne si combatte restituendo potere decisionale ai 51 milioni di elettori italiani, stanchi di liste bloccate decise dall'alto.

La trincea dei sindaci: "La gente non ha una lira, il Parlamento ne parli"

Progetto Civico Italia si sposta infine sul piano dell'emergenza sociale, che a Napoli si avverte con particolare urgenza. Onorato ha liquidato il dibattito sulla leadership del centrosinistra come una "strategia della destra" per coprire la mancanza di riforme, richiamando l'attenzione sui problemi reali del Paese. "Gli italiani si aspetterebbero che il Parlamento discutesse dei salari, non di legge elettorale", ha concluso il fondatore e coordinatore nazionale. "Le persone non hanno più una lira. Chi perde il posto di lavoro o i giovani che fanno stage gratuiti non vanno a protestare in Parlamento: vengono sotto i Comuni. E i sindaci sono lasciati soli".