Un richiamo forte al valore della legalità come precondizione indispensabile per lo sviluppo economico, la serenità delle famiglie e il riscatto sociale del territorio. Con questo messaggio l'ex ministro Gennaro Sangiuliano è intervenuto a Castellammare di Stabia in occasione di un incontro che ha visto la partecipazione dei vertici di Fratelli d'Italia.
Il ricordo d'infanzia e la legalità come motore di sviluppo
Nel suo intervento, Sangiuliano ha rievocato gli anni della gioventù legati all'impegno civile, sottolineando come la lotta alla criminalità debba rimanere una priorità culturale e politica:
"Quando si affrontano questi temi ci vuole molto senso di responsabilità. Sin da ragazzino, quando partecipavo ai cortei studenteschi contro la criminalità, ricordo per esempio l'assassinio di Silvia Ruotolo che creò in noi molta impressione. Ho sempre pensato che la legalità sia la precondizione per lo sviluppo, per il senso civico, affinché i nostri territori possano svilupparsi, creare lavoro e dare serenità alle persone e alle famiglie".
"Mela marcia o sistema diffuso?": il monito sulle istituzioni locali
L'ex ministro ha poi allargato lo sguardo alle recenti vicende politiche e amministrative che hanno interessato diversi comuni dell'area napoletana, evidenziando il rischio di una penetrazione criminale più profonda nel tessuto politico e democratico.
Ponendo l'accento sugli scioglimenti per camorra dei Comuni di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, e richiamando i recenti fatti di cronaca politica a Ercolano, Sangiuliano ha espresso una netta preoccupazione:
"Tutto questo deve imporre una riflessione: ci troviamo davanti alla classica mela marcia o a un sistema più diffuso e capillare? Se così fosse, si tratterebbe di un meccanismo non accettabile per la democrazia e per la libera scelta dei cittadini".
