Manfredi al centrosinistra: «Se le primarie sono resa dei conti, non voto»

Il sindaco di Napoli mette un paletto nel dibattito interno al centrosinistra

manfredi al centrosinistra se le primarie sono resa dei conti non voto

Manfredi ribadisce anche la sua disponibilità a dare un contributo al progetto politico, ma esclude, almeno per ora, un ruolo diretto

Napoli.  

«Se le primarie sono un modo per stare meglio insieme, ben vengano. Ma se diventano un regolamento di conti, non solo sono contrario: non vado neanche a votare». È il messaggio lanciato dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, dal palco della Festa dell’Unità di Reggio Emilia, mentre nel centrosinistra prosegue il confronto sulla costruzione dell’alleanza in vista delle prossime sfide elettorali. 
Per Manfredi, il punto centrale resta l’unità della coalizione. «La nostra forza deve essere l’unità», ha sottolineato il sindaco, convinto che alla fine prevarrà il buonsenso. «Sono convinto che ci sarà buonsenso nei nostri leader, generosità e alla fine si troverà una soluzione che individui la personalità più forte».

Manfredi: «Le primarie sono uno strumento, non il fine»
Il sindaco di Napoli non boccia dunque in assoluto il ricorso alle primarie. Al contrario, le definisce «sicuramente un esercizio di democrazia», ma avverte che non devono trasformarsi nell’obiettivo della coalizione. «Sono lo strumento per raggiungere un risultato molto più importante: vincere le elezioni», ha spiegato Manfredi, indicando come priorità la costruzione di un centrosinistra capace di presentarsi unito all’appuntamento elettorale.
E sulla scelta del candidato premier aggiunge: «Anche io sono convinto che il partito più forte individui il premier, perché così si fa in una democrazia».

Il nome di Manfredi nel confronto sul centrosinistra

Il sindaco di Napoli è finito nelle ultime ore anche nel dibattito sulle possibili figure chiamate a contribuire alla costruzione del programma della coalizione. Matteo Renzi, intervenendo alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, aveva indicato proprio Gaetano Manfredi e la sindaca di Genova Silvia Salis come possibili interlocutori per il tavolo programmatico con Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.
Manfredi, però, ha mantenuto una posizione prudente, chiarendo di essere disponibile a dare un contributo, ma senza voler assumere, almeno per ora, un ruolo politico più ampio: «Se bisogna dare una mano, un contributo di idee, ho sempre detto che l’avrei dato, ma niente di più di questo».

Le tensioni nel centrosinistra
Le parole del sindaco arrivano in una fase nella quale il centrosinistra è alle prese con diverse ipotesi di alleanza e con il confronto tra le diverse componenti della coalizione. Da una parte il dialogo tra Pd, M5S e Avs, dall’altra il tentativo di costruire un’area riformista, socialista, liberale, radicale, europeista e civica. Un quadro nel quale non mancano le distanze tra i diversi protagonisti.
Il presidente del Pd Stefano Bonaccini ha provato a riportare il confronto sul terreno dell’interesse generale, affermando: «Noi siamo non per Renzi o per Onorato, noi siamo per il Paese».

In questo scenario, Manfredi sceglie quindi di richiamare tutti alla necessità di evitare divisioni interne. Per il sindaco di Napoli, le eventuali primarie possono essere uno strumento utile soltanto se servono a rafforzare il centrosinistra e a individuare la candidatura più competitiva. Se invece diventassero un confronto interno o, peggio, un «regolamento di conti», il rischio sarebbe quello di indebolire proprio la coalizione che dovrebbe puntare alla vittoria elettorale.