L’orologio svetta al centro di Piazza Vittoria, affacciato sul Golfo e bagnato dal vento del Tirreno, a scandire un tempo nuovo per Napoli e per la Campania. Con l’accensione del grande maxischermo che indica esattamente 242 giorni all’inizio delle regate della Louis Vuitton Cup – al via il 22 maggio 2027 –, la città partenopea è entrata ufficialmente nel cuore battente della 38ª America’s Cup. Tra il fermento per le regate preliminari al via nei prossimi giorni e l’emozione dei cittadini, le istituzioni si sono ritrovate compatte per testimoniare non solo il lancio di un grande appuntamento sportivo globale, ma l’avvio di un piano strategico di sviluppo, rigenerazione urbana e riscatto per tutto il Mezzogiorno.
All’evento di inaugurazione del countdown erano presenti il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il Presidente della Regione Campania Roberto Fico, insieme ai vertici di Sport e Salute – con il Presidente Marco Mezzaroma e l’AD Diego Nepi Molineris – e al Ceo di America’s Cup Partnership, Marzio Perrelli.
La visione del Governo: un’eredità concreta per il territorio
A margine dell'accensione del countdown, il ministro Abodi ha ribadito la fermezza e la determinazione delle istituzioni nel perseguire questa scommessa, fugando i dubbi emersi nei mesi passati, legati anche al bradisismo nei Campi Flegrei: «Non c'e' stato un giorno in cui abbia dubitato della capacita' di riuscirci». «E' una costante che in occasione dei grandi avvenimenti si pensi a piani B, penso sia anche prudente, ma in questo caso non ne abbiamo avuto bisogno. Abbiamo sempre avuto fiducia nella collaborazione con le altre strutture che stanno lavorando, a partire dal ministro Foti, Invitalia e Sport e Salute, quindi oggi possiamo certificare che quella fiducia non era incoscienza ma consapevolezza». Rispetto alle scosse estive, il Ministro ha aggiunto: «Di fronte a eventi naturali uno deve avere sempre ragionevole rispetto. Abbiamo sperato che tutto proseguisse come poi e' andata, con il disagio che c'e' nei confronti della citta' e della popolazione, che va rispettato. Mi auguro che ci siano sempre piu' misure a beneficio delle famiglie, perche' quel tema non viene superato dall'evento. Per noi e' normale convivere tra le necessita' organizzative e il rispetto nei confronti della citta'».
L'orizzonte, del resto, guarda già oltre la singola edizione: la speranza del Governo è trasformare la tappa partenopea in una dimora di lungo corso per la grande vela. «Quello che rimarra' di questa edizione si misurera' oggettivamente, non a parole, e riguardera' una crescita culturale e lavorativa della citta', perche' stiamo immaginando uno sviluppo che riguarda l'economia del mare, la tecnologia applicata e soprattutto ai giovani. Questa America's Cup pensa soprattutto a loro». Per questo, ha chiosato il Ministro, la buona riuscita delle regate «puo' valere il merito di potersi candidare per il 2029, perche' il primo obiettivo che abbiamo e' rimanere a Napoli».
Il Comune e la sfida dell'organizzazione: "Mettere Napoli nel tempo del futuro"
Sul fronte cittadino, l'emozione si fonde con il rigore e la consapevolezza della complessità dell'impresa. Il Sindaco Gaetano Manfredi ha dipinto con efficacia il clima di attesa e pressione che si respira a Palazzo San Giacomo: «Ogni mattina mi sveglio e penso 'forse non ce la facciamo', ma dopo un secondo dico 'ce la dobbiamo fare'. Quando si fanno queste sfide così complicate c'è una pressione e una preoccupazione continua. E' come la festa di compleanno, quando il festeggiato soffre e tutti quelli che vanno alla festa si divertono. L'America's Cup a Napoli è un po' questo».
Nonostante i ritmi serrati, la risposta del territorio si sta dimostrando all'altezza: «Mi sembra che siamo partiti con il piede giusto, tutti insieme lavoriamo per avere una settimana con un bellissimo evento per Napoli, l'Italia e tutto il mondo». Per Manfredi, l'America's Cup rappresenta una leva storica per ricucire il rapporto tra la città e la sua risorsa naturale più grande: «La nostra è una grande città sul mare che però ha avuto sempre un rapporto complicato con il mare. Questa è un'occasione per riappropriarsi del mare sia come grande luogo di commercio, di sport, ma anche di solidarietà con le altre sponde del Mediterraneo, quindi è un'occasione importante per Napoli».
Anche sotto il profilo temporale e urbanistico, la manifestazione sta agendo da potente acceleratore. «Adesso stiamo cercando di mettere Napoli nel tempo giusto, nel tempo della contemporaneità e del futuro», ha spiegato il primo cittadino, ponendo l'accento sul piano di bonifiche a Bagnoli, dove «l'America's Cup ci ha consentito di anticipare i programmi che avevamo. Non vogliamo perdere questo abbrivio, con le modifiche sia a mare che a terra, restituendo gli spazi alla fruizione dei cittadini».
Di fronte ai fisiologici disagi legati alla viabilità e ai flussi turistici in arrivo nei giorni delle regate preliminari, Manfredi ha rassicurato i residenti: «Abbiamo sperimentato questo modello della Riviera di Chiaia a doppio senso di circolazione, stiamo monitorando anche i flussi per capire se ci sono dei rallentamenti in maniera tale da limitare al massimo i disagi». E ha concluso: «Vogliamo che l'impatto sui residenti sia minimo, anche se questo è un evento globale, abbiamo decine di migliaia di persone, siamo sulle tv di tutto il mondo, e quindi è anche naturale che ci sia un po' di disagio».
La Regione Campania: fare rete per coinvolgere tutto il tessuto sociale
A confermare la piena intesa istituzionale è stato il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha celebrato l'inizio del cammino verso il 2027 come il risultato di una grande sinergia di squadra: «E' una bella giornata perché è frutto di un lavoro importante fatto tra le istituzioni e la città che è capace di gestire grandi eventi, cercando di far funzionare tutto al meglio. Assisteremo a questa pre-regata bellissima e poi aspettiamo l'avvio ufficiale dell'America's Cup».
Il Governatore ha rimarcato l'importanza del collaudo rappresentato dalle imminenti regate di preparazione, intese come vetrina per le eccellenze produttive ed educative della regione: si tratta di «una prova generale su cui stiamo testando tutti i lavori che stiamo facendo anche da un punto di vista turistico, di filiera delle imprese, di tutte le nostre imprese regionali che possono favorire lo sviluppo della regione e cercare di far sì che questo evento possa convogliare tutti, in particolare anche ragazzi delle scuole, da coloro che fanno vela, delle piccole associazioni sportive». Un impegno corale, ha concluso Fico, affinché «si lavora a 360 gradi per far sì che tutti possano partecipare all'evento e tutti possano raccoglierne il beneficio».
Con l'orologio di Piazza Vittoria ormai in funzione e le imbarcazioni pronte a solcare le acque del Golfo, Napoli apre dunque un capitolo cruciale della propria storia recente, candidandosi a diventare la capitale mondiale della vela e dimostrando nei fatti la propria capacità di trasformare la passione sportiva in volano di crescita e futuro.
