Una pioggia di messaggi solidali per Kalidou Koulibaly ha invaso i social dopo i buu razzisti che hanno tristemente rappresentato l'ultimo atto di una serata da incubo, iniziata con gli scontri all'esterno dello stadio “Meazza” costati la vita a un 35enne tifoso interista, rimasto investito ed ucciso. Dai semplici tifosi a Cristiano Ronaldo, ma non solo. La serie di post indirizzati al difensore senegalese degli azzurri è proseguita per tutta la giornata.
"Sei una delle persone migliori che conosco, per favore non cambiare mai. Non reagire a queste stronzate, resistiamo insieme! #notoracism." ha commentato Dries Mertens su Twitter.
“Un semplice sorriso. Questo è tutto ciò che serve. Quelle persone mancano di tutta la classe che tu mostri giorno dopo giorno, come calciatore e come persona. Ti amiamo, Kouly!" ha evidenziato Amin Younes, un altro compagno di squadra del colosso della retrgouardia partneopea.
Thais Marques, moglie di Allan, ha usato Instagram per gridare al mondo: "Quello che è successo al San Sir è un vero schifo! Il calcio è di chi lo ama. Non al razzismo. Siamo tutti con te Kalidou Koulibaly.”
''Sono deluso da quello che è successo ieri a San Siro. Diciamo basta al razzismo e alla discriminazione.'' ha aggiunto il capitano dell'Inter, Mauro Icardi.
Anche l'A.S. Roma si è espressa, con fermezza, pubblicamente: “Non c'è posto per il razzismo, né dentro né fuori dal mondo del calcio."
''Io sono, tu sei, siamo tutti Koulibaly'' ha aggiunto Kevin Prince Boateng, ora al Sassuolo, rimasto vittima di un episodio simile nel 2013, quando vestiva la maglia del Milan. Come molti ricorderanno, in risposta ad alcuni ululati da parte di tifosi della Pro Patria durante un'amichevole a Busto Arsizio, in provincia di Varese, si tolse la maglietta, lasciò il campo e l'amichevole fu sospesa.
