“Cristiano Ronaldo? Ci è stato proposto. Ci sentiamo spesso. Abbiamo un ottimo rapporto con il suo procuratore, Mendes, dai tempi del rinnovo del contratto con un altro suo assistito, ovvero Ghoulam. Mendes propose Ronaldo sia a De Laurentiis, sia a me, ma io rimasi zitto: quando approfondimmo, ci rendemmo conto che era un'operazione fuori portata.” Così il direttore sportivo del Napoli, Cristiano Giuntoli, nel corso di un'intervista a Sky Sport nel corso della quale ha svelato anche altri retroscena che fanno mangiare i gomiti ai tifosi partenopei: “Avevamo preso Tolisso, doveva solo fare le visite mediche. Poi il Lione ha vinto il preliminare di Champions League e il calciatore ha deciso di restare. L'anno dopo è andato, come sapete, al Bayern Monaco.”
Non solo rimpianti. Fabián Ruiz, è l'esempio lampante della lungimiranza di mercato e dell'indiscutibile competenza del dirigente azzurro: “Volevamo prenderlo già al mercato di gennaio e strappammo una promessa al procuratore. Poi si è verificata una singolare e piacevole coincidenza. Quando arrivò Ancelotti, fu il primo calciatore che mi chiese_ era l'unico che avevamo già firmato.”
Così sul tormentone Cavani: “Edinson è fortissimo, ma non credo che certi nomi siano coerenti con la filosofia del Napoli. La nostra forza, in questi anni, è stata sempre quella di avere calciatori con nuove motivazioni, di avere nuovi Cavani, per così dire.”
Tra tanti negoziati, quello che lo riguarda più da vicino: “Sì, sono vicino al rinnovo col Napoli. Sono contento di restare, qui mi trovo benissimo.”
E a proposito di prolungamenti di contratto. Si lavora a quello di Milik sino al 2024. Il bomber polacco, in doppia cifra in campionato grazie alla doppietta realizzata al Bologna, è passato dalla condizione di discusso e criticato a quella di fondamentale e amatissimo: “Quando arrivò lo portai a Capri, avevo paura di un contraccolpo se lo avessi fatto venire a Castel Volturno. Gli spiegai che stavamo facendo dei lavori, che, in fondo, era una cosa vera.”
