Genoa-Milan alle 15: vince Salvini. Ma Spagnolo morì di giorno

La decisione del Viminale per il piano anti-scontri dopo Inter-Napoli. La scelta non convince

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Il programma della prima giornata di ritorno di Serie A prevede i posticipi al lunedì per le sfide con protagoniste il Milan e la Juventus che, mercoledì, a Gedda, in Arabia Saudita, si affronteranno per la Supercoppa Italiana 2018. Lunedì 21 Juventus-Chievo alle 19, Genoa-Milan alle 21: questo il calendario delle gare che, però, appariva sotto esame dopo le parole del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a margine del vertice sulla violenza dentro e fuori gli stadi, tenuto lunedì scorso, per la risposta del Governo dopo gli scontri ultras che avevano preceduto Inter-Napoli la sera di Santo Stefano. "Genoa-Milan? I rapporti tra le due tifoserie non sono idilliaci. - aveva affermato l'inquilino del Viminale - Preferirei si giocasse di giorno. Il calcio è business, ma è anche gioia. La felicità viene prima dell'incasso. Sono contrario al divieto di trasferta, alla chiusura degli stadi e dei settori: sarebbe la sconfitta dello Stato". 

E, in giornata, ecco la nota dalla Lega Serie A. Genoa-Milan si giocherà lunedì 21, ma con calcio d'inizio alle 15 (Juventus-Chievo è stata, invece, posticipata alle 20.30). Questa la decisione presa dall'Osservatorio che, però, ha suscitato forti polemiche. Genoa-Milan è una gara considerata a rischio: un rischio che nasce il 29 gennaio 1995. In un calcio che proponeva al massimo il posticipo domenicale delle 20.30 (isituito nel 1993), otto delle nove gare previste per ogni turno di campionato avevano inizio con orario pomeridiano. Nel pre-gara di quel Genoa-Milan, allo stadio "Luigi Ferraris", il tifoso del Grifone, Vincenzo Spagnolo, fu ucciso da Simone Barbaglia, 18enne milanese, in un agguato con protagonisti supporters rossoneri. Il tutto alla luce del sole. La discrasia tra la misura presa dal Governo e il precedente che riguarda nel particolare la gara Genoa-Milan è stata presentata dal comico genovese, Luca Bizzarri, con un post su Twitter: "Sento parlare di partite di giorno per evitare gli scontri. Vincenzo Spagnolo fu assassinato il pomeriggio del 29 Gennaio. Dopo venticinque anni di parole siamo allo stesso punto". 

L'aspetto cruciale nella questione, ma non l'unico. Da Genova, sono tante le perplessità per la scelta del Viminale di far disputare la gara in orario pomeridiano, in un giorno feriale, per una città che convive, in termini di traffico, con i disagi provocati dal crollo del Ponte Morandi. Per Sampdoria-Fiorentina, recupero della prima giornata, l'orario del match, giocato di mercoledì fu posticipato (dalle 17 alle 19 del 19 settembre scorso). L'amministrazione comunale, in quell'occasione, usò toni perentori affinché "non venissero più giocate partite al Ferraris in giorni feriali", soprattutto tenendo conto della fase vissuta dal capoluogo ligure dopo la tragedia del 14 agosto scorso. Insomma, non sembrano mancare i punti a sfavore della decisione assunta, praticamente in prima persona, dal ministro Salvini.