Dai graditi problemi di abbondanza, a rendere pressoché indecifrabile il turnover d'ordinanza, ad almeno un paio di dubbi e tre titolari certi assenti, in attesa del verdetto sul ricorso avverso la squalifica di Koulibaly. Il Napoli s'incammina alla sfida di domenica sera (ore 20:30), al “San Paolo”, contro la Lazio, con la necessità di dover sopperire all'impossibilità di schierare Allan e Insigne, squalificati, e capitan Hamisk, infortunato. E non è finta qui perché vanno valutate anche le condizioni di Albiol e Martens, acciaccati. Ed è di nuovo toto-formazione: la certezza è in porta e risponde al cognome di Meret; ballottaggi sulle corsie esterne difensive tra Hysaj e Malcuit, a destra, e Ghoulam e Mario Rui, a sinistra. In mediana, gli interni dovrebbero essere gli stessi del match di Coppa Italia contro il Sassuolo: Diawara e Fabiàn Ruiz. Zielinski sull'out mancino e Callejon sul versante destro a completare il settore nevralgico. In attacco, se non recupera Mertens, Verdi o Ounas affiancheranno Milik, con un modulo che potrà evolvere, in fase di possesso, dal 4-4-2 al 4-2-3-1. Intanto, oggi, è una data storica: cinquant’anni fa Corrado Ferlaino diventava per la prima volta proprietario del Napoli. Da Krol a Savoldi, fino ad arrivare a Diego Armando Maradona: l'ex presidente, in un trentennio, ha regalato sogni inimmaginabili: due scudetti e una Coppa Uefa per il popolo partenopeo; per la città, che lo ricorda con affetto e, ad anni di distanza, percepisce con lucidità crescente il valore di ciò che ha fatto per i colori azzurri.
Napoli, Ancelotti stavolta non avrà problemi di abbondanza
In attesa del verdetto, in giornata, sul ricorso per la squalifica di Koulibaly, testa alla Lazio
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