Un pessimo Napoli salvato da uno svarione del Sassuolo

Azzurri al solito abulici e gigioneggianti: Insigne li salva, ma c'è da preoccuparsi

Napoli.  

Il solito pessimo Napoli di campionato pareggia contro il solito Sassuolo che ritrova la verve che puntualmente perde in altre occasioni.
Gli azzurri, rivoluzionati, male, da Ancelotti, con Verdi sempre più oggetto misterioso dove il mistero principale sono i 25 milioni spesi per il cartellino di un giocatore sempre avulso dal gioco, con Ounas unico ad andare oltre il consueto gigioneggiamento, Mertens e Insigne nel loro momento peggiore in azzurro e Diawara in cabina di regia che è ordinato, ma non accende la luce.


Di fronte gli emiliani di consueto contro il Napoli ritrovano grinta e spirto guerrier che tradizionalmente vanno in cantina quando di fronte gli si presentano altre squadre di blasone, atteggiamento tale da fruttargli nomignoli negli ultimi anni.
Il primo tempo è poca roba, col Napoli col consueto fioretto spuntato che di consueto oltre a qualche buona giocata non porta a nulla e il Sassuolo che agisce di rimessa.


Nel secondo il leit motive è lo stesso: il Napoli mostra la solita abulicità sovente mostrata in questo campionato, un gatto che gioca col topo e basta, senza mai tirar fuori gli artigli, sempre che questi artigli ci siano e il Sassuolo che agisce di rimessa e di rimessa passa in vantaggio col solito Berardi su assist dell’ottimo Boga.


Ancelotti corre ai ripari buttando dentro Milik e Younes, ma la musica non cambia: lo gigioneggiare non si trasforma in foga e cattiveria e non fosse per una sciagura di un difensore neroverde un pessimo Insigne non avrebbe segnato il gol del pareggio che salva il risultato ma non la faccia.
C’è da guardarsi dietro, perché il Milan corre mentre il Napoli si è fermato e c’è da guardarsi dentro, per capire il motivo di questo freno a mano tirato.