Adl, le curve a 30 euro e l'assurda guerra tifosi - società

Rappresaglie e dispetti continui coi rispettivi cantores a suonar la carica: è ora di dire basta

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Napoli.  

Colpirne 10 mila e più per educarne uno, due, massimo cento. Nella tesissima situazione che si è creata tra tifoseria e società, a Napoli, dal presidente non arriva certo una mano tesa per rasserenare l'ambiente, tutt'altro. Per la gara di domenica sera, in casa col Cagliari, le curve costeranno 30 euro. Come per una partita di Champions, con la differenza che è la 35esima giornata di serie A, che non vale praticamente nulla ai fini del campionato, che nelle precedenti gare contro Atalanta e Genova le curve costavano 12 e 14 euro. Inutile girarci intorno: è una rappresaglia, che arriva dopo contestazioni, striscioni e gesti imbecilli come rifiutare la maglia di Callejon, e dunque per qualcuno una rappresaglia giustificabile, ma sempre rappresaglia è.


E non lascia presagire nulla di buono per il futuro, perché è evidente, basta guardare in qualsiasi gruppo di tifosi sui social che c'è una frattura enorme, probabilmente insanabile.
Una frattura creata negli anni, per colpe di entrambe le parti, alimentata sempre da entrambe le parti sopita nel triennio sarriano per la capacità dell'allenatore di far convergere, tra bel gioco e evidente amore per la città, tutti attorno alla squadra, a prescindere dal sentiment nei confronti della società.


Una capacità ingombrante del mister: è stato spesso evidente il fastidio provato per la capacità di farsi amare dalle masse, di oscurare tutto il resto. Andato via Sarri e venuto meno l'effetto scenico di Ancelotti, durato fino a dicembre, è riemersa quella spaccatura in tutta la sua evidenza con molti a soffiare sul fuoco, da entrambe le parti.
Da un lato chi in maniera quasi militare pretenderebbe di annullare ogni critica e ogni voce dissonante da quelle filo societarie, arrivando addirittura a teorizzare una seconda squadra per chi critica la società, gettando benzina sul fuoco, dall'altro l'eterna degenerazione dei gruppuscoli ultras, quella di chi ributta una maglia in campo delegittimando anche se stesso e le ragioni della protesta.


Situazione che non giova a nessuno,e che a lungo andare non può che far male al Napoli, e che andrebbe arginata. Come? Da un lato smettendola di promettere cose che non si hanno intenzione di fare: stadi, centri sportivi, settori giovanili stile Ajax e parlar chiaro sulle intenzioni sportive, parlando di colpi di mercato solo quando ci sono le firme, evitando di alzare l'asticella sui risultati sportivi, evitando di illudere con effetti speciali tipo Ancelotti se non accompagnati da investimenti, e soprattutto evitando intemerate comunicative affidate ad odiose e deleterie ancelle del presidentismo più becero. Dall'altro smettendo la politica del pretendere, che da queste parti si son tifati Montezine, Pasino, Marcolin e hai voglia a pretendere; e magari dando per scontato che De Laurentiis non piacerà mai non cogliere tutte le occasioni per ribadirlo, magari a fine stagione, aspettare e sperare che arrivi uno sceicco (sia mai i cinesi) e tifare per la maglia, che tanto da queste parti re, ministri e presidenti, chiunque fosserro, non sono mai piaciuti, Napoli invece è rimasta.