In attesa di godersi i gol e le giocate di Victor Osimhen e magari quelle di Darwin Nunez, che in Uruguay è considerato l'erede di Edinson Cavani, la certezza in casa Napoli era, è e sarà Dries Mertens. Nel corso di un'intervista rilasciata ai microfoni della Uefa, il bomber principe della storia azzurra, ha parlato, innanzitutto, del rapporto con l'ex tecnico dei partenopei e ora allenatore della Juventus, Maurizio Sarri: “Al primo anno ho giocato solo 6 partite dall’inizio ed ero arrabbiato. Mi diceva sempre ‘Sei così importante per me e per la squadra, non preoccuparti che arriverà la tua occasione’. Un giorno mi ha schierato come attaccante centrale e sono stato felice perché mi ha cambiato la vita.” Dal passato all'attualità in panchina, che fa rima con Gennaro Gattuso: “È davvero un buon allenatore. Ha vinto tanto da calciatore e sa cosa vuol dire vincere. Era qualcosa che mancava alla squadra. Va, però, detto che anche Ancelotti, che pure di successi in carriera ne ha ottenuti, provava a trasmetterci questa mentalità.” Intanto, nonostante la catalogna sia con il fiato sospeso per una nuova ondata di Coronavirus, è scattato il conto alla rovescia per Barcellona - Napoli, in programma il prossimo 8 agosto, valida per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League: “All'andata abbiamo fatto una grande partita, è stato fantastico segnare al Barcellona. Al ritorno sarà tutto più complicato. L'1-1 del San Paolo ci obbliga a far gol al Camp Nou (fatto salvo la necessità di giocare in un altro stadio per il Covid, ndr), senza verremmo eliminati. Ci stiamo preparando per provare a realizzare l'impresa." ha concluso “Ciro” Dries Mertens.
Napoli, Mertens: "Champions? Lavoriamo per compiere l'impresa"
Ai microfoni della Uefa, le parole del bomber principe della storia degli azzurri
Napoli.
