Caso Osimhen, perché De Laurentiis rischia il processo

Il presidente del Napoli ha chiesto di essere ascoltato alla Procura di Roma

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Napoli.  

 Aurelio De Laurentiis è stato ascoltato per due ore alla Procura di Roma per il caso Osimhen. Il numero uno del Napoli, accompagnato dall'avvocato Fulgeri, ha chiesto lui l'incontro con il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, dopo che lo scorso gennaio i magistrati avevano chiuso le indagini e ravvisato il reato di falso in bilancio per quanto riguarda l'acquisto dell'attaccante nigeriano dal Lille. Per il momento non c'è stato alcun rinvio a giudizio. Il patron azzurro vuole evitare di fare il processo ed è convinto di poter dimostrare la sua innocenza. La difesa di De Laurentiis negli ultimi due mesi ha lavorato sulle controdeduzioni e c'è tanto ottimismo. Naturalmente la giustizia sportiva, che ha aperto un fascicolo, si regolerà di conseguenza. L'inchiesta era stata aperta perché la Procura non era convinta della regolarità delle cessioni al Lille di Palmieri (7 milioni), Liguori (4 milioni), Manzi (4 milioni) e il portiere Karnezis (5 milioni). La somma di questa cifra fu aggiunta ai 50 milioni cash sborsati dal Napoli per arrivare ai 70 per assicurarsi il cartellino di Osimhen. I tre giovani, però, in Francia non hanno mai giocato. E alcuni di loro si lamentarono anche. Ci sarebbero gli estremi per l'accusa di plusvalenze fittizie ma De Laurentiis è stato già prosciolto dal tribunale federale.