Il Napoli perde 2 a 0 nell'allenamento congiunto contro l'Avellino, ma chiaramente per Allegri contava testare altro: minuti, stato di forma, assorbimento degli schemi. Sì perché il mister prepara un cambio dopo la sosta, probabile il passaggio alla difesa a tre. Che Mimmo Carratelli ai microfoni di Ottochannel Canale 16 analizza così: “E' vero, il Napoli ha cominciato male ma c'è stata una svolta sfortunata, perché a Milano contro l'Inter se Anguissa avesse segnato a porta vuota il Napoli avrebbe vinto tre a due, e di cosa parleremmo? Di grande Allegri, di grandi calciatori esperti e non vecchi e invece c'è questo pessimismo, questa critica che è storia vecchia...ricordo quando facevano piangere il Petisso Pesaola.
Ma in ogni caso questa sosta non aggiunge niente: tanti vanno in nazionale e hanno metodi d'allenamento diversi, alimentazioni diverse, certo potrebbe esserci la svolta della difesa a tre: credo Allegri possa tornare al 3 5 2 che non è un suo chiodo fisso ma forse il modulo giusto per sistemare tutti i giocatori del Napoli che io vorrei vedere in campo, su tutti Vegara”.
E sulle ambizioni del Napoli l'esperto giornalista dice “Spero il Napoli arrivi prima di Juventus, Milan e Como, cioè o terzo o quarto, perché di più non si può chiedere: questo è un anno di transizione, sta crollando il centrocampo tra Anguissa che non si sa se andrà via, McTominay che non si sa quando rientrerà, poi c'è il caso di Lobotka in scadenza il prossimo anno. Quest'anno speriamo di cavarcela con i soldi della prossima Champions ma la prossima sarà la stagione più difficile dell'era De Laurentiis”.
Quanto invece alle idee di De Laurentiis espresse negli ultimi giorni, dall'eliminazione della pausa tra il primo e il secondo tempo al nuovo stadio: “Quando parla De Laurentiis io sono completamente travolto. Lui non dice una cosa stupida sull'abolizione dell'intervallo: chi va allo stadio in quel quarto d'ora può ingannare il tempo sgranocchiando noccioline, leggendo il giornale, chiacchierando col vicino di posto mentre a casa per chi guarda la tv è effettivamente di una noia mortale...ma il calcio non si può ridurre a una questione meramente televisiva. Cerchiamo di giocare a pallone se possibile.
Stadio? Con quel che succede in Italia tra inghippi burocratici, terreni disponibili o indisponibili credo sia un sogno di De Laurentiis che io spero si avveri”.
