Fuori dal coroil commento di Enzo Spiezia

Noi abbiamo paura e voi vi scornate in tv: che pena

Il diario ai tempi del Covid-19

noi abbiamo paura e voi vi scornate in tv che pena

Giorno 11 anno Domini 2020. Spero di sì, con tutte le mie forze, ma non so se il farmaco anti artrite usato in alcuni pazienti dal professore Paolo Ascierto e dai suoi collaboratori, ed ora ufficialmente ammesso alla sperimentazione, sia utile fino in fondo contro questo maledetto virus che sta sconquassando le nostre vite.

Non conosco né il professore Ascierto, oncologo al Pascale di Napoli, nè il professore Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell'ospedale Luigi Sacco di Milano, se non per averli visti ed ascoltati in tv. Da giorni vengono invitati in tutte le trasmissioni per offrire il loro contributo di specialisti.

Come è accaduto martedì sera a Rai 3, che li aveva contemporaneamente in collegamento. Tutti a pendere dalle loro labbra per raccogliere anche un minimo indizio positivo, certo nessuno avrebbe scommesso un soldo sull'eventualità che il confronto potesse trasformarsi, all'improvviso, in qualcosa che nessuno avrebbe mai immaginato.

Ad innescare la polemica, subito sedata da Ascierto che con la sua replica avrebbe potuto rinfocolarla eccome, è stato Galli, le cui parole, arricchite dall'uso di un termine: provincialismo, che le ha perfettamente connotate, sono suonate, con il rimando alla Cina e ad altre strutture sanitarie del nostro Paese, come il tentativo di sminuire quanto fatto dal collega partenopeo, che, ad onor del vero, non ha mai millantato chissà quale scoperta, limitandosi soltanto ad esibire alcuni risultati promettenti, ed invitando alla cautela.

Al di là del merito, che non possiamo certo valutare noi, è stata una scena incredibile che ha catapultato gli spettatori nel consueto teatrino che la politica offre. Siamo noi che abbiamo fatto questo per primi, sì ma noi avevamo preparato già tutto prima delle elezioni ed ora voi sfruttate il nostro lavoro: quante volte abbiamo sentito ripetere queste espressioni, riferite ad un qualsiasi tema, tra le fazioni opposte che fanno finta di darsi battaglia negli studi televisivi? Migliaia e migliaia di volte.

Ma quelli sono politici, sono perennemente a caccia di un consenso che sia il più facile possibile. Usano slogan, li ripetono meccanicamente, guardano nell'occhio della telecamera perchè sanno che si fa cosi. Gli uomini di scienza sono spesso in imbarazzo dinanzi ad un microfono, frequentemente abbassano lo sguardo mentre discutono. Sono abituati a studiare, ricercare, diagnosticare e curare.

Certo, ognuno di loro è mosso dall'ambizione e dall'orgoglio per un possibile primato. Guai, però, se anche loro diventano come quegli altri e battibeccano sotto gli occhi di un Paese spaventato: sarebbe una iattura. Sarebbe la fine. Vero, professore Galli?