Fuori dal coroil commento di Enzo Spiezia

E' dura, signora mia. Corriamo dietro al virus, e loro parlano

Il diario ai tempi del Covid-19

e dura signora mia corriamo dietro al virus e loro parlano

Giorno 14 anno Domini 2020. Sapesse quanto è dura, signora mia, trascorrere queste giornate chiusi in casa. Non bastano la coabitazione forzata, le micro liti accese e subito sedate dalla comprensione, quel mix di rabbia e scoramento che sempre più spesso si fa sentire.

No, non sono sufficienti: perchè, ad 'avvelenare' ulteriormente il clima sono anche, oltre al tambureggiante bollettino di morte trasmesso quotidianamente, e a quelle immagini che ci stringono il cuore e fanno riflettere, le dichiarazioni rilasciate a tutti i livelli, senza soluzione di continuità.

Lascio da parte post e commenti sui social, fogne nelle quali vengono sversati, anche in un momento di estrema difficoltà per un intero Paese, i liquami dell'ignoranza e della frustrazione, e sulle quali vengono issate e sventolate le bandierine di appartenenza che in molti casi nascondono l'astinenza dal potere in tutte le sue declinazioni

. Avevamo iniziato, un mese fa, con l'andrà tutto bene diventato un hastag virale, con la tranquillità esibita dai vertici delle diverse istituzioni che, in un attimo, è stata spazzata via dai primi, devastanti dati. Ci siamo accorti, ad un tratto, che no, non andava affatto tutto bene nonostante quella espressione fosse diventata trend topic, che la situazione ci era sfuggita di mano e che bisognava intervenire immediatamente. Ordinanze a gogò, decreti del governo, la rincorsa affannata e disperata di un nemico invisibile.

Abbiamo iniziato a correre dietro di lui, anche migliaia e migliaia di persone, in un paio di week end, hanno fatto altrettanto, assaltando treni e pullman per tornare, dal Nord, nei luoghi di origine. Maledetti, incoscienti, irresponsabili, abbiamo urlato contro di loro. Mentre, tutt'intorno, crescevano la paura, la morte, il protagonismo e, per non farci davvero mancare nulla, gli scontri da pollaio anche tra gli scienziati.

Dobbiamo fare, abbiamo fatto, faremo, è tutto sbagliato, ah se ci fossimo noi a guidare l'Italia, chiudiamo tutto, apriamo tutto, anzi chiudiamo tutto. Li stiamo ascoltando da settimane con le loro ricette, certo più facili quelle ex post che puntano a dimostrare una sicurezza che non c'è.

Non ce l'ha nessuno, nessuno sa dirci quando questo incubo finirà, quando potremo – quando?- riassaporare il gusto di una passeggiata e di un incontro con un familiare ed un amico. Nessuno sa quante saranno le vittime, come usciremo da questa crisi devastante, quante persone perderanno il lavoro, quante imprese resteranno in piedi e quante chiuderanno i battenti.

E loro, affetti da logorrea cronica e da grafomania incontrollabile, insistono senza pietà. Mamma quanto è dura, signora mia. Durissima.