Fuori dal coroil commento di Enzo Spiezia

Datemi un gilet, ho voglia di raccontarvi tutto. Tutto

Forse è il caso di fare le persone serie

datemi un gilet ho voglia di raccontarvi tutto tutto

Ci fosse ancora il grande Sigmund Freud, saprebbe come catalogarli e trattarli. Roba da psicoanalisi, da ricerca nell'inconscio di qualcosa che spieghi il macchiettismo andato in scena in queste ore. Anche a me piacerebbe scendere in piazza con un gilet, ma senza colore, e non perchè non abbia una tinta preferita.

Lo farei solo per gridare che davvero non se ne può più dello spettacolo al quale siamo costretti ad assistere: da una parte l'allarmismo sul rischio insurrezioni (!!!), dall'altra il complottismo mai passato di moda, che stavolta urla ad un virus che non c'è. Lo hanno inventato per soggiogarci, per traghettarci, senza farcene accorgere, in una forma di Stato autoritario, strepitano i capi popolo di un popolo che non c'è e, per fortuna, non li segue.

Non che il popolo non abbia mille e mille motivazioni per essere incazzato, assillato da un presente ed un futuro che ha appena iniziato a presentare il conto. Ma sostenere che tutto ciò che è accaduto sia solo una favola, appare davvero incredibile e insopportabile. Come se le oltre trentamila vittime non esistessero più, non fossero mai esistite: anche loro, pensate un po', partecipi del grande inganno che ha attanagliato il nostro Paese.

Come se le lacrime versate dai loro cari, che non hanno neanche potuto abbracciare per l'ultima volta, fossero soltanto uno dei capitoli di un copione scritto chissà da chi, per oscure e misteriose ragioni: talmente misteriose da non essere a conoscenza neanche di coloro che propugnano la 'teoria'.

Non c'è dubbio che le cose non siano andate affatto bene, così come ci auguravamo, che esistano larghe fette della cittadinanza in attesa di 1 euro, che il mondo imprenditoriale, commerciale e professionale, quello produttivo, sia a dir poco in grave difficoltà, e che il suo respiro sia ancora più ansimante.

Non c'è dubbio che le decisioni del governo siano state contraddittorie e confuse, annunciate e non tradotte in provvedimenti concreti;  che il quadro restituito dalla scienza sia stato non uniforme e attraversato da protagonisti, invidie e concorrenza di cui avremmo fatto volentieri a meno in cambio di una linea coerente; che il conflitto tra Stato e Regioni, quello che avremmo potuto eliminare qualche anno fa su alcune materie delicate, si sia riproposto con tutta la sua forza, alimentando una sorta di 'mitologia' sul ruolo e le capacità di coloro che continuiamo a chiamare governatori senza che lo siano; che la paura della ripresa a tutto tondo, pur nel rispetto delle norme di sicurezza, vada inevitabilmente spazzata via per evitare di collassare definitivamente come sistema.

Ciò premesso, la via di uscita dal tunnel non potrà certo essere quella indicata dai mattacchioni arancioni che fanno il paio con quelli gialli di marca francese al quale avevano fisicamente espresso la loro vicinanza- lo ricordate? - esponenti e supporter del governo grillino-leghista.

Soffiare sul fuoco della protesta, arruolando una disperazione che ha bisogno di risposte politiche ed economiche, e non di slogan e parole d'ordine, è oltremodo pericoloso. Lo sappiamo tutti: che ne dite, sarà o no il caso di fare, tutti, le persone serie?