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Il Napoli anticipa la Champions...eppure non basta più

Al fischio finale di Frosinone Calleti si è visto rigettare la maglia che aveva lanciato ai tifosi

il napoli anticipa la champions eppure non basta piu

Non può e non deve stupire l’epilogo surreale dello Stirpe, il momento in cui la frangia oltranzista del tifo azzurro ha dato semplicemente espressione a quella parte della napoletanità cui il secondo posto che ratifica la Champions da quattro anni non basta più. La maglia rigettata a Callejon, ovvero il simbolo più fedele del club per applicazione, dedizione, onorevole impegno è la chiusura stessa del rapporto con un progetto che si vuol bocciare a prescindere. Perché pretendere la vittoria è oggi assioma naturale in barba alla disparità di potenziale che vede il Napoli unica sorpresa nell’appiattimento dei giochi di vertice. Se è vero che l’anno di transizione era stato valutato da quinto posto nelle autorevoli previsioni di inizio campionato. C’ha messo del suo Maurizio Sarri esaltando l’idea stessa di calcio individuata nel ritiro dimarese come alternativa unica ai soldi: da sviluppare con meticolosità e lavoro per costringere, come poi puntualmente avvenuto, il potere ad attrezzare gli anticorpi sul filo di lana. Nella testa di alcuni, con l’arrivo di Ancelotti il primo posto in campionato avrebbe dovuto essere conseguenza naturale dei giochi. Nell’anno della vana ma costosissima riorganizzazione delle milanesi e del faraonico mercato juventino, non solo legato al secolare colpo Ronaldo. Perdere le misure, le dimensioni di ciò che in realtà si è porta a questo: la protesta a oltranza che mortifica gli sforzi ma anche l’ingegno di una società che è riuscita in quindici anni a conquistare stima e consensi internazionali. E se questo non è un progetto valido quale potrebbe esserlo nella città che da sempre si dibatte tra difficoltà, proclami e gioie fugaci? Così si finisce per varare, inflazionandolo, il concetto di fallimento nella domenica in cui il Napoli conquista matematicamente la Champions con quattro turni d’anticipo, Mertens fa 81 gol in campionato come Maradona, Younes da splendidi segnali di se e al povero Calleti viene rigettata la maglia…dopo due pali colpiti e la solita prova volenterosa. Per cui il povero Dries prova timidamente a chiedere perché. La chiarezza ad ogni modo non manca ad Ancelotti che dal primo momento sostiene la trasparenza della linea, la sua e quella del club: il passo sarà fatto in rispetto della gamba e senza top player da dieci milioni di euro a stagione. Compito neanche facilissimo o scontato quale l’ingaggio di giovani talenti, con valutazioni già alte, in cerca di una consacrazione che con un pizzico di pazienza in più potrebbe avvenire anche in piazze con maggiore disponibilità di esborsi. Piaccia o no questa è la dimensione, onorevolissima come il quarto accesso di fila in Champions. Chi ha scelto per l’etichetta del fallimento è forse opportuno che cerchi titoli e sfilate altrove.