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Ancelotti... lo specialista del secondo anno

La sua storia di tecnico lo dipinge così: primo anno di rodaggio poi la crescita esplosiva

ancelotti lo specialista del secondo anno

L’anno di transizione in casa Napoli (-14 punti rispetto allo scorso con Sarri) fa discutere e separa i nostalgici sarriani da quelli che invocano pazienza affinchè Carlo Ancelotti possa incominciare a raccogliere i frutti del lavoro. La sua storia di tecnico d’altronde lo dipinge così, abilissimo ad assestare i gruppi per poi crescere anche rapidamente. Fu così a Parma quando ereditava da Scala una squadra forte, reduce da quattro trofei vinti in quattro anni ma scivolata l’anno prima al sesto posto. Ancelotti portò il Parma al secondo posto, a soli due punti dalla Juventus. Pensare che nel girone d’andata a dicembre era 14esimo, cosa per la quale aveva sfiorato l’esonero.

Alla Juve subentrò in corsa a febbraio del ’99 dopo l’esonero di Lippi con la squadra al nono posto. Concluse il campionato al settimo posto mentre l’anno dopo, il primo vero, solo il famosissimo gol di Calori a Perugia gli impose il secondo alle spalle della Lazio.

Al Milan ancora un ingresso in corso d’opera al posto di Therim. Porta la squadra in Champions e l’anno dopo partendo dai preliminari la vince.

Trova tutto già pronto al Chelsea dove all’esordio centra il double ma anche al Real Madrid, dove trionfa con la decima, e al Bayern dove subentra con una doppietta a Guardiola.

In mezzo il PSG che si apprestava a diventare ciò che è oggi. Perde il titolo nazionale a favore del Montpellier ma l’anno dopo con Ancelotti i parigini conquistano un titolo che mancava da 19 anni.

Insomma ad eccezione di Chelsea, Real Madrid e Bayern, dove aveva trovato intelaiature già pronte per vincere, la storia racconta che Ancelotti è lo specialista del secondo anno. Alla Juve migliorò sensibilmente il primo, al Milan portò la Champions, al PSG una storica Ligue1 e al Parma il girone di ritorno un memorabile secondo posto.