Tutto a postdi Sergio Califano

Eco e la semantica della passione

Si smette di amare quando si diventa vecchi, o si diventa vecchi quando si smette di amare?"

eco e la semantica della passione

Faceva un freddo che solo chi vive a Bologna può sapere.

E la neve ricopriva allegramente le auto e le nostre scarpe. E la nebbia, la nebbia silenziosa abbracciava tutto e tutti democraticamente nella sua quieta indifferenza, e non ti faceva vedere un casso, come diceva Dalla che però tranquillizzava anche cantando che a Bologna non si perde neanche un bambino. Non mi perdevo neanche io e arrivavo stupito e contento all'Archiginnasio passando per Piazza Grande dopo aver fatto una colazione da re con caffè e cornetto nella zona universitaria.

E l'aula magna di Lettere dell'Alma Mater era gremita di studenti già alle nove del mattino quando c'era la lezione di Umberto Eco prevista a mezzogiorno.

Mi confondevo agevolmente tra gli studenti freak e alternativi, perchè chi distingue a Bologna uno studente freak da un nullafacente felice? Bene, Eco entrava quando già era stata organizzata una serata intrigante con una fuorisede.

E lui, il professore, talvolta amava stupire l'uditorio con frasi apparentemente estranee alle lezioni di Semantica, ma che poi scoprivamo ci azzeccavano molto. Una mattina, mentre stavo raccontando qualcosa a Laura, originaria di un posto sconosciuto del Sud "ma vivo a Bologna da tre anni", il professore ci regalò un incipit strepitoso di semantica filosofica esistenzialista per spiegare l'importanza della posizione delle parole in un testo. "Si smette di amare quando si diventa vecchi, o si diventa vecchi quando si smette di amare?"

All'epoca avevo trent'anni, caro professore, e ricordo che si smetteva di amare quando arrivava il sonno.

Adesso arriva il sonno perchè non ricordo più di quale paesino fosse originaria Laura.