«Liberiamo il piccolo Francesco dalla burocrazia»

La consigliera Mondany cerca di accelerare i tempi nei rimborsi regionali nella corsa per la vita

Salerno.  

L’attesa rischia di diventare doppia per il piccolo Francesco di 14 mesi, il bimbo affetto d’atresia delle vie biliari con triangular cord in sede ilare epatica. Un’attesa doppia anche per via della burocrazia farraginosa e pachidermica come in casi come questo. Costretto a rivolgersi fuori Regione, per quello che è una vera e propria speranza nel trovare un fegato compatibile, la famiglia è costretta a fare letteralmente i conti. Il soggiorno a Torino, infatti, oscilla sui 4mila euro il mese, per il bimbo e per un accompagnatore. E nonostante una legge regionale, la numero 4 del 26 gennaio 2009 contempli il rimborso delle spese sostenute, l’iter di risarcimento non si è ancora attivato.

Colpa di un commissariamento della Sanità campana che rende tutto più difficile. Un intoppo burocratico che sta cercando di risolvere in maniera del tutto personale il consigliere comunale dei socialisti Veronica Mondany, per far sì che il tutto si svincoli con relativo respiro per la famiglia che può attendere con relativa tranquillità il reperimento del prezioso organo compatibile. Un intervento diretto dettato anche dal cuore di mamma nei confronti di un bambino che si è appena affacciato alla vita.

«La ringrazio per quanto sta facendo. – afferma il padre del piccolo Francesco, Enzo – Chiedo solo di non essere abbandonato per questa battaglia per la vita che sto facendo per il mio piccolo. Ogni giorno potrebbe essere quello buono, quello decisivo. Ma nel frattempo chiedo che si velocizzi tutto il procedimento risarcitorio dettato da quella famosa legge regionale riferita a pazienti lungodegenti. Che è il caso di mio figlio. Purtroppo non abbiamo tutto questo tempo da attendere e se la pratica di rimborso fosse accelerata io potrei da subito pagare il conto che riguarda mio figlio e l’accompagnatore. Senza attendere il prossimo martedì quando ci sarà da pagare altri quattromila euro».

E’ questa la richiesta semplice e concisa: attivare la pratica in tempi utili senza che sia tutto troppo tardi per la consueta lentezza burocratica. 

 

Redazione