Quel male oscuro che colpisce le adolescenti salernitane

In meno di un mese in due si buttano giù da un balcone

quel male oscuro che colpisce le adolescenti salernitane

La psicologa Mariateresa Grasso spiega le difficoltà di questa fase decisiva per i ragazzi

Baronissi.  

E' viva per miracolo la 14enne che questa notte a Baronissi intorno alle 4 del mattino si è gettata dal terzo piano di un appartamento, nel centrale Corso Garibaldi. La giovanissima si trovava a dormire a casa dei nonni, quando improvvisamente ha aperto il balcone di casa e si è buttata di sotto. Ad accorgersene dei passanti, che hanno avvisato i soccorsi. La ragazza era cosciente quando i sanitari sono arrivati, a salvarle la vita il fatto che sia caduta in piedi, causandosi diverse fratture e traumi, è ora ricoverata all'ospedale Ruggi. Ma non è il primo caso del genere dall'inizio dell'anno. Il 13 gennaio scorso in una frazione di Campagna una tredicenne si è suicidata lanciandosi dal balcone di casa, precipitando da oltre due metri di altezza e morendo in seguito alle ferite riportate, nonostante i tentativi disperati dei medici.

Uno choc per tutto il paesino campano che ha acceso una spia sul male di vivere che sempre più spesso colpisce gli adolescenti. Su questo caso la procura di Salerno ha aperto un'inchiesta. Secondo gli investigatori la giovanissima era vittima di bullismo e bersagliata dai compagni di scuola con frasi razziste. La 13enne era brasiliana, arrivata in Italia all'età di 7 anni ed adottata da una famiglia del posto. Neppure l'aiuto di uno psicologo è riuscita a fermarla dal suo proposito. Ma cosa scatta nella mente di un adolescente per spingerlo a compiere un gesto del genere? “L'adolescenza è il periodo dei grandi ideali – spiega Mariateresa Grasso, psicologa e psicoterapeuta, - delle grandi attese, ma anche il periodo in cui siamo meno capaci di mediare. E' l'età del tutto e subito, del bianco o nero. Così la capacità di tollerare un evento particolarmente significativo, se si tocca ad esempio un difetto fisico o altro che per un giovane può avere anche un valore simbolico, qualcosa può incrinarsi. L'adolescente per definizione è più rigido, ha difficoltà a vedere in prospettiva - spiega Mariateresa Grasso – in un momento così delicato quindi il suicidio può essere addirittura visto come una soluzione. La morte come una sicurezza”.

Ma come un genitore può rendersi conto che nella mente del figlio è scattato qualcosa di pericoloso? “Un genitore – continua la psicologa – deve stare particolarmente attento quando un ragazzo tende ad isolarsi, a chiudersi, va tenuto sotto controllo, è questo il momento in cui bisogna prestare particolarmente attenzione. Sopratutto quando si va a toccare uno dei momenti fondamentali di quella età, ad esempio “l'esordio nel mondo sociale”, il rapporto con i propri pari è molto importante, proprio per questo i giovanissimi vittime di bullismo sono particolarmente fragili.  

Sara Botte