Hanno sfregiato la chiesa: distruggono la storia di Salerno

La denuncia dei residenti del Quartiere dei Barbuti: "Guardate cosa hanno fatto". Video

(Clicca sulla foto in alto e guarda il servizio video) I residenti denunciano i lavori approvati dalla Soprintendenza dei Beni Culturali che avrebbero danneggiato inevitabilmente la struttura.

Salerno.  

 

di Andrea Fantucchio 

"Quello che hanno fatto a questa Chiesa è l'emblema di quanto tengono a Salerno e alla sua storia: così si ammazza l'identità di una città": Ermano Minnoliti, portavoce dei residenti del centro storico, riaccende l'attenzione sui lavori commissionati dalla Curia che hanno interessato l'antico complesso di Santa Maria dei Barbuti situata nell'omonimo quartiere salernitano. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video)

E spinto il Wwf cittadino a presentare una denuncia alla Procura. Denuncia che secondo il racconto di Minoliti è stata, "Snobbata dal Procuratore che non ci ha degnato di una risposta. Ma presto ci faremo sentire ancora".

Arriviamo a vicolo dei Barbuti in vespa. Appena scesi osserviamo una piccola nicchia in alto posta su una parete del complesso di Santa Maria. Oggi quello spazio è vuoto. In basso un enorme graffito, emblematico dell'abbandono della zona. Spesso qui è stata evidenziata una mancanza di controllo adeguato soprattutto nelle ore serali.

La rabbia dei residenti, dei quali Minoliti si fa portavoce, è legata ai danni che i lavori approvati dalla Soprintendenza dei Beni Culturali avrebbero causato all'antico edificio: cancellazione di un'antichissima scritta sulle scale all'ingresso della struttura e sparizione dell'effige della Madonna.

"L'immagine della Vergine era già sbiadita, ma questo non è un buon motivo per fare quello che hanno fatto. Per quanto riguarda la scritta sulle scale è una vergogna: quelle iscrizioni avevano più di ottocento anni. Sono sparite. Una ferita al cuore del quartiere: ma nessuno ci ha mai risposto".

Nel 2013 i lavori commissionati dalla Curia hanno fatto già discutere i residenti del quartiere dei Barbuti: si è deciso infatti di realizzare nella vecchia chiesa non più funzionante un dormitorio destinato ai senzatetto. Inizialmente il progetto doveva essere un tampone per l'emergenza sociale dei clochard che torna ciclica ogni inverno, ma poi la sua durata è stata estesa a tutto l'anno.

Minoliti ci tiene però a precisare: "Niente da dire contro il ritrovo per senzatetto, ci mancherebbe. Ma cancellare questi elementi storici è inammissibile. E non troppo diverso da quanto successo più in là".

Seguiamo il nostro intervistato lungo uno stretto vicolo fino a Palazzo Fruscione. Altro edificio storico della città ristrutturato negli anni passati.

"Ma durante i lavori - Minoliti indica l'iscrizione che indica il nome della strada - qualche dipendente degli uffici comunali è stato disattento. E ha deciso di cambiare la denominazione della strada che si è trasformata da "vicolo dei Barbuti" a vicolo "Barbuti". A molti sembrerà una sciocchezza, ma è proprio nella toponomastica che risiede una delle componenti essenziali della storia di un quartiere. E poi della città tutte. Non capirlo significa rinnegare quella storia. Ma ripeto: presto faremo sentire la nostra voce e speriamo che la Procura non sia sorda".

Torniamo indietro e scambiamo qualche parola coi residenti del quartiere. L'opinione diffusa è che qualcosa si sia inceppato nel meccanismo, quasi perfetto, realizzato dall'amministrazione De Luca. Le ombre della "città del turismo" sono rappresentate dall'abbandono di alcuni quartieri della città e non ci riferiamo alle sole periferie.

Spesso, infatti, anche al centro ci sono i riflessi di un'assenza di amministrazione quotidiana. A partire dalla pulizia dei rifiuti: come mostrato dalle foto di alcuni residenti negli scorsi giorni. Quegli stessi cittadini che ora chiedono un intervento deciso del Comune. 

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