Le mani della 'ndrangheta sul turismo cilentano

La malavita organizzata punta forte su un settore in crescita. A rischio albergatori e ristoratori

Lunedì l'allarme della commissione antimafia, ribadito oggi da Confesercenti ed Sos Impresa: fate presto.

Non potevano passare sotto silenzio le parole pronunciate da Rosi Bindi a Salerno, al termine dell'incontro tra inquirenti e istituzioni della città con la commissione antimafia.

In particolare quell'allarme lanciato a tutela di un settore trainante per l'economia salernitana ma anche visibilmente esposto alle mire della malavita organizzata: il turismo. Con albergatori e ristoratori sicuramente a rischio. E in particolare nel Cilento, dove oltre alla camorra c'è – ed è consistente – anche la presenza della 'ndragheta.

Niente di nuovo, direte. Certo. Ma se l'invito a “tenere gli occhi aperti” arriva dalla presidente della Commissione antimafia, il discorso cambia.

Anche perché proprio sul turismo si punta forte. E non solo a Salerno, ma in tutta la Campania (il programma di De Luca è stato più volte ribadito...).

Correre il rischio di rendere opache le attività, le imprese, gli investimenti e quindi anche sleale la concorrenza, significa uccidere il bimbo nella culla. Massacrare gli imprenditori veri, far scappare gli investitori, aprire le porte a chi i soldi da investire li ha, ma sono soldi sporchi.

«L'attenzione deve rimanere altissima – hanno dichiarato Raffaele Esposito, presidente della Confesercenti e Tommaso Battaglini, presidente di Sos Impresa -. Da parte di tutti, anche dei cittadini, pronti a denunciare alla magistratura ogni tentativo di inquinamento dell'economia legale. Naturalmente con l'aiuto delle forze dell'ordine, della prefettura e delle associazioni».

I rischi sono alti. E il pericolo delle infiltrazioni grave e subdolo. Laddove la malavita decide di investire non lo fa con la forza delle armi, ma del denaro.

«L'auspicio – continuano Esposito e Battaglini – è che il lavoro svolto dalle forze dell'ordine, le indagini effettuate e i rapporti depositati, portino a dei risultati concreti e veloci, grazie al lavoro certosino dei magistrati delle procure».

«Il Cilento – hanno aggiunto – è un territorio vasto e di grande bellezza, con grosse prospettive di crescita economica e pertanto il livello d'attenzione deve essere sempre più alto in questa fase. Soprattutto per la tutela delle aziende sane che vogliono avere un territorio di riferimento con un mercato libero da condizionamenti, non inquinato dall'economia illegale, dal malaffare e dalla concorrenza sleale».

Il pericolo è mortale. Altrove, in altre zone della Campania e della Calabria, dove la criminalità organizzata si è abbondantemente infiltrata nel settore, intere aree si sono “desertificate” dal punto di vista turistico: prima la speculazione, poi il selvaggio sfruttamento del territorio, e infine il vuoto.

Il Cilento merita altro. Ma sarà possibile solo con l'aiuto di tutti. A partire da quanti già operano nel settore turistico.