di Luciano Trapanese
Come non detto, almeno per ora. Domenico Diele resta in carcere. Non ci sono braccialetti elettronici disponibili. E senza quell'aggeggio – che è una buona alternativa alla detenzione carceraria -, l'attore non può lasciare il penitenziario di Fuorni.
Il gip è stato chiaro: arresti domiciliari con braccialetto. Altrimenti l'indagato resta dov'è.
Difficile ora stabilire quando e se i braccialetti saranno disponibili. Ce ne sono davvero pochi in Italia. E al momento, quei pochi, sono già in uso.
Nel frattempo l'avvocato Michele Tedesco, che assiste la famiglia Dilillo, ha dichiarato che domano incontrerà il piemme Cosentino per leggere il provvedimento che ha disposto gli arresti domiciliari per Diele.
Ma non solo. Sarà chiesta anche una consulenza tossicologica sull'indagato per sapere quando ha assunto la sostanza stupefacente. Una indagine che potrà quindi accertare le reali condizioni dell'attore quando ha provocato l'incidente mortale.
Sul web. «Che vergogna, la vita non ha più valore... La vita della povera gente». Sul web la notizia dei domiciliari per Domenico Diele, l'attore che ha investito e ucciso la 38enne Ilaria Dilillo, e che è risultato positivo al test antidroga, ha suscitato reazioni amare. E tutte dello stesso tenore: «Lo mettono fuori sono perché è un vip».
O anche: «I poveri cristi vanno in carcere, i vip a casa loro. Che tristezza l'Italia».
La concessione degli arresti domiciliari (con braccialetto elettronico: una delle misure alternative alla detenzione dietro le sbarre), è stata vissuta dai commentatori sul web come un “regalo”. Un favore a vantaggio dell'attore famoso.
Di certo l'imputazione è rimasta identica: omicidio stradale aggravato. Un reato grave, che potrebbe portare a una condanna fino a sedici anni di reclusione.
L'udienza di convalida è stata molto più lunga del solito. E' durata quasi quanto un processo con rito immediato. Evidentemente le questioni affrontate sono state molte. E molti anche i punti di disaccordo tra le parti. L'accusa e la parte civile contro la difesa.
Probabilmente ha prevalso il fatto che Domenico Diele fosse incensurato. Ma non solo: non avrebbe nessuna possibilità di inquinare le prove (i rilievi sull'incidente sono già stati fatti) e il braccialetto elettronico evita qualsiasi possibilità di fuga (sono le tre basi per la custodia cautelare in carcere). Impossibile anche la reiterazione del reato.
Non si è trattata quindi di una decisione sorprendente. Non era l'unica possibile, ma non si tratta di una forzatura.
Eppure i post su Facebook sono tutti concordi: «La nostra Ilaria Dilillo sotto terra e lui se la spassa a casa, schifezza di giustizia italiana». O anche: «Senza patente, sotto stupefacenti, telefono alla guida, ma è un vip, visitato anche da un consigliere regionale in carcere. Condoglianze alla famiglia».
In realtà proprio quest'ultimo post elenca tutte le aggravanti a carico dell'attore: niente patente, drogato alla guida e addirittura al telefono. Di male in peggio.
I processi sommari non servono a nulla. E crediamo Diele sia sinceramente pentito di quello che è accaduto. Ma questo non serve a riportare in vita Ilaria.
Il dramma personale dell'attore si somma con la tragedia che ha provocato. Ma non può farla dimenticare. Neppure con una frase che abbiamo trovato piuttosto infelice, quando afferma – non per farsi perdonare, sia chiaro – di essere disposto ad aiutare economicamente la famiglia della donna.
Il padre di Ilaria è un carabiniere in congedo. Ha perso da poco anche la moglie. Non ha bisogno certo di soldi. Ma solo di giustizia, per quella figlia che tanto amava e che ora non c'è più.
