Immigrati pedofili sul Lungomare! Chi soffia sul fuoco...

Notizie false sui migranti rischiano di far esplodere una tensione già alta. A che serve?

Il caso dei due consiglieri salernitani. Foto a minori? No, solo selfie. Nel frattempo cresce il disagio. Ma servirebbe buon senso. Soprattutto da chi ricopre incarichi istituzionali o rappresenta un partito.

di Luciano Trapanese

Che la questione migranti sia incandescente è cosa risaputa. Che ci siano tensioni, paure e gente che soffia sul fuoco è ancora più evidente. Ma che due consiglieri comunali di Salerno, denuncino la presenza di immigrati che scattano foto ai minori sulla spiaggia Santa Teresa, lasciando immaginare che si tratti di pedofili, beh, in questo caso la vicenda diventa ancora più seria.

Soprattutto se nel frattempo si scopre che i presunti pedofili non stavano immortalando bambini, ma solo scattando innocenti selfie sulla riva del mare.

Siamo sommersi da bufale inaudite sui migranti. Viaggiano veloci nelle rete, innescando commenti sempre più infuriati. Rabbie pronte a esplodere.

La tensione – e lo sapete tutti – si respira in ogni dove. Basta accendere la miccia.

Che saremmo arrivati a questo punto era facile prevederlo. Tra una gestione dell'accoglienza trattata al pari dell'emergenza rifiuti, i soliti mestatori dell'odio, la crisi che ha ridotto a niente le certezze di tanti (quasi tutti), gli arrivi che continuano numerosi e l'Europa che ci consola con dignitose pacche sulle spalle, il clima non poteva che arroventarsi (e l'estate non c'entra nulla).

Ora, in una situazione già così delicata, diffondere notizie da puro allarme sociale (gli immigrati fotografano di nascosto i nostri minorenni sulla spiaggia), è davvero da sconsiderati.

Capiamo tutto. Anche che chi fa politica sia consapevole che battere la grancassa del “basta con questa invasione”, porti voti. Ma alimentare consapevolmente le paure collettive di questo Paese, rischia di avere conseguenze gravi.

Noi non abbiamo la soluzione per questo esodo. Riteniamo sia difficile da gestire, molto difficile da fermare. E diffidiamo di chi ritiene d'avere la soluzione in tasca. Perché non c'è (o non la vediamo), e non confondiamo la dialettica dello slogan con il pragmatismo che dovrebbe guidare tutti in questa fase. A cominciare da chi ricopre ruoli istituzionali o rappresenta un partito sul territorio.

Il nostro compito – da umili servitori dell'informazione – è raccontare quello che accade, senza inutili ideologismi, senza cavalcare l'onda mediatica che vuole gli immigrati colpevoli di tutto. Anche della crisi economica.

L'immigrazione di massa non è una emergenza. E' un fatto. Con il quale bisogna fare i conti. Oggi e ancora di più domani. Proprio per questo serve lucidità e serenità di giudizio.

Soffiare sul fuoco non serve a nessuno. Divamperebbe un incendio che brucerebbe tutti, non solo gli immigrati.

L'Occidente dovrebbe aprire gli occhi e decidere di affrontare la questione. Dall'altra parte del Mediterraneo, ma anche dal confine turco, c'è una folla dolente che spinge per entrare in Europa.

La soluzione è nelle mani di chi governa questo continente. L'Italia da sola conta poco. E' solo un ponte nel mare, tra l'Africa e il mondo ricco.

Possiamo solo sperare. Ma nel frattempo sarebbe davvero il caso di evitare di appiccare incendi ovunque. Non è una strategia. E' una cazzata.