Voti alle università. Bene Salerno. Bocciate Napoli e Sannio

L'analisi del Censis. Salerno nona in Italia tra i grandi atenei. La Federico II è ultima.

Male anche L'Orientale. Benevento penultima tra le piccole università. Male tutto il Sud.

Il Censis dà i voti alle università italiane, stilando la tradizionale classifica che valuta diversi parametri: dall’internazionalizzazione alle borse di studio, passando per ricerca e comunicazione. Per la Campania, e il Mezzogiorno in particolare, ci sono più ombre che luci. Ma andiamo a vedere i dati.

Per quanto riguarda i cosiddetti mega atenei, c’è da registrare il mesto ultimo posto della Federico II di Napoli. Male soprattutto i servizi agli studenti e l’internazionalizzazione, mentre si salvano solo comunicazione e servizi digitali.

Ma il capoluogo regionale fa registrare numeri pessimi anche nell’elenco degli atenei di fascia media. Sia l’Orientale che Napoli Parthenope finiscono in fondo alla classifica, peggio di Catanzaro, L’Aquila e tutto il centro nord.

A tenere alto il vessillo delle università campane è solo l’università degli studi di Salerno, classificata al nono posto in Italia tra i grandi atenei. Una posizione di tutto rispetto, se si pensa che precede strutture come Roma Tor vergata, Milano Bicocca e Roma Tre.

Secondo il Censis ottime comunicazione e servizi digitali e strutture, bene anche i servizi. Ad abbassare la media, invece, la vocazione internazionale. Ma il trend è positivo e Fisciano fa registrare un vero exploit.

Un barlume di luce, in un contesto però davvero difficile per la regione.

Perché andando a scorrere la graduatoria di un’altra classifica, quella dei piccoli atenei, bisogna arrivare al penultimo posto per trovare l’Università del Sannio, che precede solo quella del Molise ma si piazza ben dietro quella della Tuscia, della Basilicata o di Foggia. Male, nella rilevazione del Censis, soprattutto i servizi e l’internazionalizzazione.

Insomma, un quadro difficile quello delle università campane, che fa i conti con una generale flessione delle immatricolazioni che si somma alla crisi di qualità registrate nelle rilevazioni.