Si chiama l’Italia delle slot ed è un dispositivo simile ad un’applicazione che consente di conoscere le somme giocate ai videopoker, comune per comune, nel corso del 2016.
Quello che viene fuori è un quadro d’insieme molto preoccupante soprattutto se lo si rapporta al fenomeno della ludopatia. Cresce anche in Campania la spesa pro-capite al gioco delle macchinette, quinta regione in Italia.
Il primato spetta alla Lombardia seguita da Lazio e Veneto. Lo scorso anno in Campania sono stati spesi 3 miliardi e 868 milioni, a fronte di una popolazione di circa sei milioni di abitanti. Una cifra impressionante che da sola basterebbe a risolvere buona parte del deficit della sanità regionale e che invece genera purtroppo altri malati, quelli di gioco, che non producono danni soltanto a se stessi ma a intere famiglie, spesso alimentando il sistema delle estorsioni e dello strozzinaggio.
Ma in Campania non è Napoli la città che spende di più al gioco. Il primato tocca a Salerno dove si calcola una giocata pro capite di 1660 euro a fronte dei 1.587 del 2015.
Nella triste classifica dei giocatori accaniti troviamo poi Avellino al secondo posto. Nel capoluogo irpino si è speso e in media 905,5 euro a testa, anche qui in aumento rispetto agli 839 euro pro capte del 2015.
Terza Benevento con 698 euro di giocate pro capite, dato pressocché stabile rispetto all'anno precedente, mentre a Caserta e Napoli vedono diminuire le giocate complessive.
Lotto, slot machine, poker e gratta e vinci attraggono meno i napoletani che giocano circa 545 euro in media pro capite mentre Caserta ha speso 605 euro.
Dati che dovrebbero incoraggiare i comuni a ridurre le licenze per le sale gioco, così come è stato fato a Napoli nell'ultimo anno mentre Salerno e Avellino su questo punto scontano ancora un colpevole ritardo.
