La rivolta dei residenti: no al centro per minori stranieri

“Il luogo è inadeguato. Mancano le condizioni sociali per una giusta integrazione”

Salerno.  

Questa mattina, a Palazzo di Città, il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, insieme agli assessori Mimmo De Maio e Nino Savastano e ai consiglieri Rocco Galdi e Nico Mazzeo, hanno incontrato una delegazione di cittadini del parco che si trova in via Antonio Galdi, a Ogliara.

I cittadini hanno espresso al sindaco le loro perplessità su una eventuale ipotesi di istituire all’interno del parco privato un centro per minori stranieri non accompagnati. 

“Le preoccupazioni – spiega la delegazione composta dagli avvocati Bruno Simonis e Vincenzo Pugliese, da Antonio Galdi e dall’ing. Armando Zambrano - nascono dal fatto che il luogo è inadeguato in quanto mancano le condizioni sociali per una giusta e positiva integrazione di questi minori in quanto il centro sorgerebbe in un contesto urbanistico monofamiliare. Non vi sono, quindi, i requisiti minimi previsti dalla stessa normativa.
Si registra anche l’assoluta mancanza di ogni servizio pubblico (es. fognature, illuminazione), dal momento che tutti i servizi sono privati. 
L’area, inoltre, sorge ad oltre un km dalla strada pubblica e risulterebbe difficile persino raggiungere la fermata per i mezzi pubblici. Dunque, la zona è totalmente scollegata dal centro urbano e da ogni attività utile per favorire l’integrazione sociale”. 

L’amministrazione comunale ha fatto sapere di aver prontamente recepito le istanze dei cittadini e avviato tutti gli approfondimenti necessari per risolvere la situazione.  

Solo la settimana scorsa ad Eboli sono stati bocciati 8 progetti per l’accoglienza di 52 bambini profughi. “Abbiamo già troppi stranieri sul territorio” ha dichiarato in quell'occasione il sindaco Massimo Cariello, sostenuto da tutti i gruppi consiliari. La notizia che sarebbero stati ospitati in una struttura privata un gruppo di minori extracomunitari non accompagnati, aveva scatenato il malcontento dei cittadini della Contrada Papaleone, zona nella quale erano destinati i nuovi arrivi.  

S.B.