Cgil in presidio per dire no alle nuove forme di fascismo

Sit in in Piazza Vittorio Veneto. Manifestazioni di sensibilizzazione in tutta Italia

Una lettera aperta al ministro Minniti in attesa della manifestazione del 24 a Roma

Salerno.  

“Un presidio per dire no alle nuove forme di fascismo, per denunciare lo stato di tensione che si vive in tutta Italia. I fatti di Macerata sono solo la punta di un iceberg”. Così il segretario generale della Cgil Salerno Arturo Sessa da piazza Vittorio Veneto commenta l'iniziativa organizzata dal sindacato in tutta Italia per sensibilizzare sul tema, in attesa della manifestazione nazionale che si terrà a Roma il prossimo 24 febbraio.

Mobilitazioni in tutta la penisola contro l'odio razziale e la diffusione di organizzazioni neofasciste. Al via anche la campagna "Mai più fascismi", una raccolta firme che è un invito allo Stato a operare "perché manifesti pienamente la natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell'attuazione della Costituzione, e affinché si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo".

“Va messo un argine a questi nuovi gruppi che si stanno diffondendo - continua Sessa – si mettano al bando queste nuove forme di fascismo e totalitarismo che sono fuori da un sistema di legalità, oltretutto violano due leggi dello stato”. Il segretario Sessa ha poi colto l'occasione per scrivere una lettera aperta al Ministro dell'Interno Marco Minniti, presente oggi a Salerno.

“Egregio Signor Ministro,

mi aggrada cogliere l'occasione della sua permanenza a Salerno per esprimerLe la preoccupazione della Cgil provinciale per il grave clima di tensione e per le nuove vecchie forme di fascismo che in questi giorni si stanno moltiplicando nel paese. Nella giornata odierna, a Salerno ed in tutta Italia, la Cgil è impegnata in una capillare iniziativa di sensibilizzazione finalizzata a porre un argine alla preoccupante crescita di gesti e di violenze fasciste. Sentir parlare di giustizia ed accostare tale termine agli episodi di Macerata ci lascia francamente basiti. 
Lì siamo davanti ad un chiaro atto di delinquenza fascista che non può nemmeno lontanamente essere accostato ad alcun sentimento di giustizia.
Ci preoccupa, Signor Ministro, dover constatare che quell'efferato episodio di violenza viene giustificato, esaltato e rivendicato da alcune formazioni partitiche che tentano di darne dignità politica. 
La Cgil quindi è impegnata, insieme a tutte le altre forze democratiche, a vigilare e sconfiggere ancora una volta qualsiasi pratica e militanza politica che si richiami al partito fascista. 

La Cgil, come tutte le forze democratiche, rimane vincolata alla nostra moderna e lungimirante costituzione. E lì, Egregio Signor Ministro, che risiedono tutti gli elementi giuridici per mettere fuori legge le formazioni politiche di chiaro stampo fascista. 
Fondare partiti fascisti, assumere violente pratiche politiche che ne esaltano l'ideologia, è un reato: così hanno sancito i nostri padri costituenti!! 
Le chiedo quindi se non sia giunto il momento di sollecitare gli organismi preposti e dichiarare fuori legge queste formazioni, che in queste ore pretendono di manifestare nelle nostre città. 
Il fascismo, evidentemente, non è una fase storica definitivamente superata, ma sollecita un contrasto, una costante militanza antifascista ed una vigilanza democratica alla quale occorre, a nostro modo di vedere, aggiungere le opportune e necessarie iniziative istituzionali previste dalla nostra carta costituzionale e dalle leggi dello Stato.
La Cgil di Salerno, unitamente alle altre associazioni democratiche del territorio, Le chiede di intervenire con determinazione e con la fermezza del caso che la pesante situazione impone.
Con osservanza.

Arturo Sessa (Segretario Generale Cgil Salerno”.

Sara Botte