VIDEO/ De Luca si dimette: vittima di una vicenda oscura

Dopo la diffusione del video e le indagini della procura di Napoli. 5Stelle: e dopo il figlio...

video de luca si dimette vittima di una vicenda oscura

Ma il video non dimostra molto. Resta solo una domanda: per quale motivo l'assessore salernitano discute di questioni come lo smaltimento delle ecoballe? Casciello: bene le dimissioni se non sono una formalità

di Luciano Trapanese

Roberto De Luca ha rassegnato le dimissioni da assessore al bilancio e alle attività produttive del comune di Salerno. Lo ha fatto al Grand Hotel Salerno, durante un incontro pubblico per la campagna elettorale di suo fratello Piero, candidato nelle liste del Pd alle politiche. Una notizia che ha preso tutti di sprovvista, anche se circolava già da ieri sera.

E' accaduto pochi minuti fa. Le dimissioni sono ora nelle mani del sindaco di Salerno, Enzo Napoli.

Dal palco ha spiegato: «Non entro nel merito di un'indagine in corso ma non voglio rappresentare un alibi per nessuno e per tutelare il mio partito, l'istituzione che rappresento e la mia famiglia rimetto il mio mandato nelle mani del sindaco. È un atto doveroso per consentire il migliore prosieguo della campagna elettorale». 

De Luca jr è emozionato, visibilmente scosso. E in sala non sono mancati gi attestati di stima, solidarietà e affetto. «Scusate il fuori programma ma il clima è quello che è. Penso che tutti voi abbiate visto il video. Io l'ho visto senz'audio, non ho avuto lo stomaco. Spero prima possibile di fare luce sul caso e non posso non ribadire piena fiducia nella magistratura». 

Le polemiche innescate dalla pubblicazione del video di Fanpage sono state molto violente. Nelle immagini il secondogenito del governatore De Luca parla con l'infiltrato che gli propone la soluzione per la rimozione delle ecoballe. C'è poi l'inchiesta giudiziaria, collegata proprio a quelle immagini, avviata dagli inquirenti della procura di Napoli. L'assessore è indagato per corruzione.

Ora, quel video, nel quale Roberto De Luca discute con un ex boss pentito della camorra che si finge imprenditore, lo avrete visto tutti.

Anche noi, naturalmente. Lo abbiamo analizzato, verificato l'intero dialogo, trascritto la conversazione. E per amore di verità, non viene fuori nulla di “incriminante”.

C'è solo una questione sulla quale De Luca dovrebbe fornire una risposta: per quale motivo lui, assessore al bilancio del comune di Salerno, ha accettato di incontrare personaggi che gli proponevano una soluzione per lo smaltimento delle ecoballe? In qualità di figlio del presidente della Regione?

Per il resto il suo comportamento non lascia trasparire né la pretesa di ricevere tangenti, né quella di smaltire ovunque e il qualsiasi modo i rifiuti.

Sul primo punto. Ad una esplicita domanda dell'infiltrato provocatore, Nunzio Perrella, «qual è la tua percentuale?», non si sente la risposta, sembra addirittura tagliata.

A parlare invece di mazzette è il faccendiere, ed ex carabiniere (ripete due volte della sua precedente appartenenza all'Arma), Francesco Igor Colletta. Ma in assenza di De Luca. Qui il montaggio del video non rende giustizia alla correttezza del reportage.

E non solo. L'assessore salernitano sembra anche piuttosto scettico sulle capacità della multinazionale. E chiede due volte: «Ma insomma, dove andranno a finire le ecoballe?». Non conclude nessun accordo, si limita ad un vedremo...

Ma ripetiamo: resta sempre la domanda, perché si occupa di questioni regionali?

Un chiarimento su questo aspetto renderebbe di certo meno ambigua la sua posizione. Così come un chiarimento sui presunti rapporti d'affari con Colletta (esponente del centrodestra ad Angri).

L'assessore, qualche ora prima delle clamorose dimissioni, si è limitato ad una fredda dichiarazione, affidata al suo avvocato, Andrea Cataldo: «Prosegua l’accertamento dei fatti senza guardare in faccia a nessuno e venga chiarito ogni aspetto della vicenda. Non aggiungo altro per l’elementare doveroso rispetto per il lavoro che sta svolgendo all’autorità giudiziaria. Sono certo che tutto sarà chiarito rispetto a questioni con le quali non c’entro assolutamente nulla e che sono tra l’altro sotto il controllo dell’Autorità anticorruzione a tutela delle esigenze di trasparenza e correttezza. Mi auguro ora che si ponga termine ad attacchi politici e personali strumentali violenti al di fuori di ogni regola di semplice civiltà».

La frase chiave sembra essere «questioni con le quali non c'entro assolutamente nulla». E infatti lo smaltimento delle ecoballe non è una vicenda che può essere di sua competenza.

Sulle dimissioni di De Luca interviene anche Gigi Casciello, candidato alla Camera dei Deputati nel collegio proporzionale di Salerno per le prossime Elezioni Politiche  con Forza Italia.: «Bene le dimissioni di Roberto De Luca, se non solo una formalità visto che le ha rassegnate nelle mani del sindaco di Salerno. Un gesto opportuno, che avevamo sollecitato come nostro stile in maniera garbata, perché ha dimostrato di essere uno sprovveduto accettando d’incontrare un personaggio improbabile, parlando senza alcun titolo di rifiuti e di appalti regionali».

«Delle due l’una: se sapeva con chi stava parlando non si sarebbe mai dovuto prestare a quell’incontro, e se non sapeva chi aveva dinanzi a sé la questione non è meno grave, anzi, perché mostra un’ingenuità inaccettabile da chi ricopre la sua carica. Roberto De Luca ha così dimostrato di essere totalmente inadeguato al ruolo di assessore al Bilancio del Comune di Salerno. Per quanto riguarda l’inchiesta - prosegue Gigi Casciello - ribadisco che riguarda la magistratura e non è mia abitudine percorrere in politica la strada gogna giudiziaria. A ognuno il suo. Ma non mi stancherò mai di ripetere: guai a quel popolo che affida il suo destino solo alla gestione degli uomini. Vale per tutti. Io sono così. Piuttosto, torneremo a parlare della gestione rifiuti e dei comportamenti amministrativi e gestionali che riguardano il sito di compostaggio di Salerno. E quelle sono vicende più che mai disadorne».

Più duro il commento del Movimento 5 Stelle che ha organizzato per domani, lunedfì alle 11,30, due presidi, davanti alla sede della Regione e di fronte al Comune di Salerno. «Il figlio assessore l’abbiamo fatto fuori - dichiarano i Cinque Stelle -. Ed è solo l’inizio di una più ampia opera di repulisti. Non ci basta che i De Luca siano fisicamente fuori dalle istituzioni. Vogliamo che se ne vadano anche tutti i loro uomini, politici e amministratori eterodiretti dal governatore della Campania. E questo accade da decenni nelle stanze del Comune di Salerno e da due anni e mezzo anche alla Regione Campania. Cacciamo questo virus che sta avvelenando le istituzioni regionali e che, da quanto emerge dall’ultima inchiesta che vede coinvolti esponenti di destra e sinistra, sta assassinando anche le nostre terre”.

«Chiederemo che siano accolte le dimissioni di Roberto De Luca, assessore al Bilancio, indagato per corruzione, e che si faccia pulizia di tutti gli uomini dei De Luca a Palazzo di Città. A mezzogiorno in punto, esponenti M5S in tutto il paese e tutti i cittadini che vorranno aderire all’iniziativa, si collegheranno dai loro smartphone con il sito Fanpage.it per visionare il video che ha per protagonista De Luca jr, uno dei servizi di una più ampia inchiesta della testata web grazie alla quale è scaturita l’ultima indagine della Procura di Napoli che ha fatto luce su un potenziale giro di appalti pilotati e su un sistema di tangenti e traffico di rifiuti, con la connivenza di clan della camorra e la complicità di politici».

Sulle dimissioni di De Luca è intervenuta anche Assunta Tartaglione, segretaria regionale del Pd Campania: «Sono un gesto di serietà, che va a tutela del Partito democratico e che consente allo stesso De Luca di difendersi nel modo migliore dalle accuse che gli vengono rivolte».

«Al di là del lavoro della magistratura, alla quale va come sempre la massima fiducia – ha aggiunto -, in una fase delicata di questa campagna elettorale è ancor più necessario restare uniti e anteporre sempre il bene del partito alle vicende dei singoli. Lo dobbiamo innanzitutto alla nostra comunità, ai tanti iscritti e militanti che meritano il massimo rispetto».