Un giovane militare salernitano si è ucciso ieri pomeriggio a Palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi. Enrico De Mattia, caporal maggiore di 25 anni, era originario di Angri.
La notizia si è diffusa solo poche ore fa. Dalle prime indiscrezioni sembra che ieri, durante il turno pomeridiano, 13/19, alle 15 circa, De Mattia si sia recato in uno dei bagni della villa. Aveva la pistola d'ordinanza, l'ha estratta e ha fatto fuoco.
Si ignorano le motivazioni che hanno spinto il caporal maggiore a togliersi la vita. E' comunque il terzo suicidio di militari in meno di sei mesi.
Il 25enne di Angri, stava svolgendo il ruolo di “capo muta” a Palazzo Grazioli, nell'ambito dell'operazione “Strade sicure”.
Enrico De Mattina era effettivo al primo Reggimento granatieri di Sardegna. E nell'operazione “Strade sicure” era stato inquadrato nel “Complesso Foxtrot, secondo gruppo tattico, task force 1 del Raggruppamento Lazio, Umbria, Abruzzo”, al comando del generale di Brigata, Paolo Raudino.
A febbraio – si legge sul sito GrNet – un bersagliere di 29 anni di Taranto, si era tolto la vita nella stazione metro di Barberini, al centro di Roma.
A dicembre dello scorso anno, un altro granatiere, questa volta di stanza a Spoleto, si è invece impiccato mentre era in licenza dopo il periodo di servizio “strade pulite”, sempre a Roma.
Tre suicidi in pochi mesi, decisamente troppi.
I ragazzi impegnati in quella operazione sarebbero in molti casi assai provati fisicamente e anche psicologicamente. Costretti spesso, per mancanza di organico, a doppi turni. Al punto che 150 di loro hanno scritto all'avvocato. Motivo: non ce la fanno più.
Sarebbero continuamente bombardati da messaggi via cellulare inviati dai loro ufficiali. «Questi ragazzi – si legge su GrNet – non temono i terroristi o altre forme di aggressioni esterne, ma temono soprattutto la catena gerarchica che li tiene continuamente sotto pressione».
