"No al decreto sicurezza": Salerno in piazza contro Salvini

Sabato il corteo: "Prefettura e Comune disobbediscano ad una norma che penalizza tutti"

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Salerno.  

Un corteo provinciale per disobbedire al "decreto sicurezza" - recentemente convertito in legge dal Parlamento - che colpisce italiani e stranieri in egual misura. L'iniziativa è in programma sabato mattina a Salerno, con appuntamento alle 10 in Piazza Ferrovia. I promotori, in una nota stampa, hanno illustrato le motivazioni alla base della mobilitazione. "È una Legge contro tutti coloro che si sono impoveriti durante dieci anni di crisi, contro i richiedenti asilo, contro chi rivendica diritti e giustizia senza guardare al colore della pelle. È una legge contro chi difende servizi pubblici fondamentali come ospedali e trasporti.Le difficoltà crescono – per accedere ad una casa, per trovare un lavoro, per avere la residenza – e il Governo risponde inasprendo le misure repressive contro le fasce sociali più deboli.  La Legge Sicurezza abbatte la buona pratica del sistema di accoglienza diffusa per lasciare spazio alla parte peggiore - quella fondata sulla concentrazione di persone in grandi centri con pochi servizi e molta speculazione - prevede di impedire l’iscrizione anagrafica per le persone richiedenti asilo, ed espelle dal circuito dell’accoglienza i migranti titolari di protezione umanitaria lasciandoli per strada, senza alternative", il leitmotiv alla base della mobilitazione.

"L’obiettivo è creare un esercito di irregolari, senza identità e documenti, per assecondare la richiesta di manovalanza a bassissimo costo da parte di mafie e speculatori. Inoltre, la metà degli operatori sociali, psicologi, educatori, docenti di italiano L2 impiegati nell’accoglienza rischiano il proprio posto di lavoro. La Legge Sicurezza dice che il blocco stradale con ingombri e ostruzioni - pratica tipica di tantissime lotte sociali - è un reato punibile con il carcere, permette alla polizia municipale di utilizzare armi come i taser, dispone che chi occupa un edificio per farne una casa rischia fino a 4 anni di galera, estende l’utilizzo del Daspo urbano a fiere ed ospedali. La Legge Sicurezza - attaccano ancora gli organizzatori della manifestazione - ha deciso di destinare i beni confiscati alle mafie attraverso dei bandi a cui possono accedere solo grosse organizzazioni ed imprese, escludendo di fatto le organizzazioni del terzo settore che quotidianamente si impegnano nel sostenere le fasce più deboli della popolazione".

Fin qui l'aspra critica al provvedimento che porta il nome del ministro dell'Interno Matteo Salvini. I manifestanti presentano anche una piattaforma programmatica nella quale si chiede "ai Comuni e alla Prefettura di non attuare la Legge Sicurezza, perchè essa genererà maggiore precarietà abitativa ed irregolarità, alimentando marginalità e devianza sociale e creando un esercito di persone senza documenti, senza diritti e senza identità. Chiediamo ai Sindaci di ognuno dei 158 Comuni della provincia di Salerno, di procedere con l’iscrizione dei richiedenti asilo all’anagrafe, sospendendo l’applicazione dell’articolo 13 della Legge 132/2018, palesemente in contrasto con l’intera legislazione in materia di anagrafe e al Comune di Salerno e alla Prefettura, di avviare una verifica degli immobili sfitti ed abbandonati presenti sul territorio al fine di destinarli a quelle famiglie, italiane e straniere, che ne hanno bisogno e che vivono da anni in attesa di un alloggio. Crediamo fortemente in nuove politiche sociali, occupazionali, sanitarie e abitative che tutelino tutta la popolazione a prescindere da nazionalità e colore della pelle. Pensiamo ad una strada opposta rispetto a quella delineata con la legge Sicurezza, fatta di giustizia sociale e non di repressione".

Insomma, l'obiettivo è portare in piazza centinaia di persone per dire no al cosiddetto "decreto sicurezza". "Non vogliamo persone private dei diritti umani fondamentali. Non vogliamo l’oppressione di chi lotta per i diritti e bisogni essenziali. Per questo, saremo tutti e tutte uniti in piazza dalla parte di chi si sposta alla ricerca di un futuro migliore, di chi perde la casa, di chi non arriva alla fine del mese, di chi lotta per tutte e tutti. La vera sicurezza - concludono i promotori dell'iniziativa - si realizza attraverso la lotta sistematica alle mafie, al clientelismo, alla corruzione e alla speculazione che impoveriscono ogni giorno il paese costringendo decine di migliaia di giovani italiani, soprattutto meridionali, a lasciare ogni anno la propria terra e i propri affetti".