"È opinione ormai comune e dato acquisito da sempre più amministrazioni che gli alberi nei contesti urbani rappresentino una risorsa irrinunciabile. Essi di fatto, ben lungi dall’essere un semplice abbellimento, provvedono alla mitigazione delle condizioni microclimatiche (che vuol dire minor freddo d’inverno e minore caldo d’estate ad esempio), all’attenuamento dei suoni e fungono da filtri dell’aria. Questo dato oggi tuttavia necessita di un’ulteriore riflessione poiché ci troviamo a fronteggiare problematiche senza precedenti". Partendo da questo presupposto "Arcan - Salerno cantieri e architettura" e Legambiente hanno avanzato delle proposte in vista dell'annunciato restyling di Corso Vittorio Emanuele. "Nell’ambiente urbano le piante sono messe ormai sempre più a dura prova: inquinamento e qualità del suolo scarsa, esigua disponibilità di acqua e ormai condizioni climatiche sempre più imprevedibili e devastanti fanno si che il patrimonio arboreo cittadino versi in condizioni vegetative e fitosanitarie sempre peggiori. Ad aggravare ulteriormente il quadro vi è l’ingresso di agenti patogeni che hanno in alcuni casi comportato la decimazione di specie ornamentali alloctone di largo impiego (uno dei casi emblematici è rappresentato dal punteruolo rosso “Rhynchophorus ferrugineus” delle palme) e di agenti patogeni di provenienza tropicale o subtropicale che stanno determinando la morte di specie autoctone, come i lecci dell’Italia meridionale, devastati dal buprestide Coroebus bifasciatus. Quest’ultimo è stato rinvenuto anche nella nostra città, in particolar modo sulla fascia del lungomare Trieste e sul corso Vittorio Emanuele II, dove ha già provocato la perdita di numerosi esemplari anche a seguito di reimpianti. La situazione descritta, com’è facile intendere, restituisce un quadro preoccupante in cui la funzione “ecologica” dei nostri alberi è davvero compromessa".
Partendo da questo presupposto, per i firmatari della proposta è "non prorogabile per la nostra città la definizione di un nuovo piano di messe a dimora che tenga in considerazione diversi fattori, soprattutto quelli riconducibili agli scenari ambientali mutati a causa dei cambiamenti climatici. Occorre scegliere specie arboree maggiormente adattive e che costruiscano una maggiore diversità, ovvero un aumento della complessità ecosistemica. In particolare l’auspicio è che l’imminente avvio dei lavori di riqualificazione del corso Vittorio Emanuele II possa prevedere queste accortezze per creare un ambiente urbano più resiliente: l’obiettivo deve essere quello di creare uno spazio urbano di qualità, che favorisca la socialità e contribuisca a migliorare le condizioni climatiche e di salute di Salerno".
Il presupposto dal quale si parte è la serie di conseguenze potenzialmente catastrofiche per i cambiamenti climatici. E qui arriva la proposta dettagliata delle alberature da utilizzare per la città di Salerno: "Si consiglia, pertanto, la messa a dimora di piante spoglianti (maggiore resistenza all’inquinamento per il cambio stagionale della parte aerea e effetti di regolazione solare sugli edifici circostanti in inverno ed estate) quali, ad esempio: Pyrus calleryana, Acer cappadocicum, Acer x freemanii, Cercis siliquastrum e Malus trilobata. Specie indicate per aree pavimentate, senza controindicazioni particolari (assenza di pollini) e resistenza a condizioni di stress elevate, nonché esteticamente gradevoli. Infine - concludono Arcan e Legambiente -, a prescindere delle specie che si vorranno adottare, è necessario che il materiale vivaistico da impiegare rispetti gli standard di qualità indicati nelle linee guida della Società Italiana di Arboricoltura onlus".
Redazione Salerno
