"Devi morire" in ospedale, per il Ruggi non è razzismo

L'azienda Ospedaliera comunica l'esito dell'istruttoria dopo la denuncia del giovane africano

Stando a quanto dichiara la direzione generale quelle parole "non erano dirette al paziente di colore, bensì ad un altro operatore sanitario".

Salerno.  

Per l'Azienda Ospedaliera Ruggi di Salerno non è stato razzismo. Dopo 24 ore di istruttoria interna, avviata dalla direzione generale dell'ospedale, secondo l'esito delle indagini,  il giovane Souleymane Rachidi, 20enne studente della Costa d'Avorio, non è stato oggetto di razzismo. 

Il ragazzo aveva denunciato il caso sulla sua pagina facebook, allegando un video registrato su una barella dell'Ospedale Fucito di Mercato San Severino. Dal video si udiva, senza mai essere vista, una donna che diceva "Devi morire". Ebbene stando a quanto dichiara la direzione del Ruggi quelle parole "non erano dirette al paziente di colore, bensì ad un altro operatore sanitario". 

“Non emergono comportamenti o atti assunti dal personale in servizio riferibili ad episodi di razzismo” precisa il Direttore Generale della AOU di Salerno - “E’ stato ascoltato tutto il personale del Pronto Soccorso presente nel turno di servizio durante il quale si è registrato l’episodio, nonché soggetti esterni presenti al momento del fatto” – continua il Direttore  - “gli atti contenenti le dichiarazioni, debitamente sottoscritte dalle persone presenti, sono stati in ogni caso trasmesse all’Ufficio Procedimenti Disciplinari, in quanto le frasi proferite, pur non indirizzate al paziente bensì ad altro operatore sanitario, costituiscono atteggiamenti non ammissibili e passibili di censura”.