Razzismo in ospedale: Souleyman ribadisce le accuse

Il giovane ivoriano parla dopo l'esito dell'inchiesta interna che ha negato discriminazioni

Salerno.  

“Mi chiamo Souleymane Rachidi. La notte tra sabato e domenica ho accusato un forte dolore al petto, stavo perdendo le forze e ho subito chiamato il 118 che mi ha portato al pronto soccorso del Curteri. Appena arrivo l'infermiera mi ha visto e ha detto "Salvini fa entrare ancora questa gente?"". Queste le parole del giovane ivoriano che ha denunciato di essere stato vittima di un caso di razzismo all'ospedale Curteri di Mercato San Severino, intervistato dagli attivisti di "Potere al Popolo" all'ospedale Ruggi d'Aragona dove si trova ricoverato.

Ha ribadito ancora le sue accuse nei confronti del personale medico. "Io ho chiamato i medici del 118 e ho detto loro che capisco l'italiano e avevo capito cosa aveva detto. Lei ha continuato a dire "devi morire, devi andare al paese tuo". Così, ho iniziato a fare il video. Ho chiamato polizia e carabinieri e dopo il mio datore di lavoro che mi ha portato da San Severino al "Ruggi", dove mi hanno fatto tutti gli accertamenti.

Questo è. Qua mi trattano tutti bene. Medici e infermieri mi trattano bene. Sono uno studente del terzo anno dell'alberghiero e lavoro in una ditta di infissi e alle volte lavoro con i bambini, faccio l'animatore. In futuro vorrei diventare un grande chef o pasticciere" ha concluso Souleymane.

Le accuse del giovane ivoriano erano state smentite da un'indagine interna dell'azienda ospedaliera Ruggi D'aragona. "Nessun atto di razzismo, l'infermiera si rivolgeva ad un collega", questo quanto sarebbe emerso secondo la direzione strategica. Intanto gli attivisti di Potere al Popolo hanno ancora ribadito: "Quanto accaduto a Souleymane Rachid è l'ennesimo atto razzista in provincia di Salerno.