Fonderie Pisano, il tribunale: "Altri 12 mesi di analisi"

Respinta l'istanza della procura, via allo studio epidemiologico sul rapporto tra tumori e veleni

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Salerno.  

Per il comitato "Salute e vita" è stata una decisione di fondamentale importanza e anche commovente, come l'ha definita il presidente Lorenzo Forte. Il riferimento è alla decisione del tribunale di Salerno di respingere la richiesta di archiviazione da parte della Procura sul presunto nesso tra patologie tumorali e non e le emissioni delle Fonderie Pisano. "Come si legge nel provvedimento le indagini svolte sinora sarebbero incomplete, al punto che il gip scrive espressamente di non condividere il metodo adottato dai consulenti. Si rendono pertanto necessarie nuove attività investigative, che comprenderanno anche uno studio epidemiologico e che dovranno concludersi entro 12 mesi", hanno fatto sapere in conferenza stampa Forte e il legale del comitato, Fabio Torluccio.

"Si tratta di un importantissimo risultato, in particolar  modo se si tiene conto che in questo  autunno  si attendono anche i risultati definitivi dello studio Spes, il quale potrebbe portare nuovi elementi oggettivi e scientifici a conforto di quanto si è sempre sostenuto circa l’impatto violento e  nocivo dell’attività della Fonderia sulla salute della collettività dei cittadini e degli stessi lavoratori - sottolineano i promotori -. A riguardo non va da meno sottolineato che il magistrato ha indicato un nuovo potenziale reato a carico dei Pisano, oltre ai reati di omicidio e lesioni personali, egli individua anche gli estremi per la contestazione del reato contro l’incolumità pubblica".

Non solo. "Il Comitato e Associazione “Salute e Vita” esprimono pertanto la propria gratitudine sia al dottor Paolo Fierro,  che in qualità di vicepresidente dell’associazione nazionale "Medicina Democratica" ha supportato con le proprie competenze il legale nella  redazione di un’incisiva relazione tecnica a supporto dell’esposto presentato, sia all’avvocato Fabio Torluccio che con grande professionalità e passione è riuscito a far comprendere e prevalere le tesi e le ragioni che erano alla base dell’opposizione all’archiviazione. Pertanto grazie alle sopra citate professionalità, il giudice ha pienamente accolto la richiesta di  uno studio di coorte per l’area interessata dalle Fonderie di Salerno ed ha espressamente citato nel provvedimento le richieste da noi portate avanti ritenendo che esse sono essenziali per svolgere un indagine oggettiva  e per arrivare realmente a conoscere fino in fondo tutta la verità pttenendo giustizia".

LA NOTA DELL'AZIENDA

Non si è fatta attendere la presa di posizione della proprietà delle Fonderie, affidata al presidente Guido Pisano: "Accogliamo con il dovuto rispetto e la massima attenzione l'ordinanza del gip del Tribunale di Salerno e come sempre esprimiamo piena  fiducia nell'operato della magistratura. Siamo certi di potere continuare a dimostrare la totale estraneità ad ogni forma di connessione tra l'attività produttiva dello stabilimento di Fratte e le patologie alle quali si fa riferimento. D'altro canto, la richiesta di archiviazione formulata dal pm e rigettata dal gip evidenziava attraverso un'articolata consulenza tecnica proprio tale insussistente relazione. Come pure va sottolineato che dall'ordinanza del gip emerge che allo stato attuale i ripetuti accertamenti effettuati escludono ogni emissione inquinante delle Fonderie Pisano - si legge nella nota a firma del management - . Occorre aggiungere che l'approfondimento dei dati riferiti agli anni remoti inerenti alle emissioni delle Fonderie sarà dal nostro punto di vista ulteriore occasione per chiarire in maniera definitiva la non riconducibilità - su basi scientifiche - di patologie cancerogene alle fusioni di secondo livello. La piena acclarazione dell'assenza  di correlazione è, tra l'altro, attestata da uno studio da noi commissionato al Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Università degli Studi di Napoli Federico II di Napoli. Siamo certi che, come sempre accaduto fino ad oggi in sede di valutazione giudiziaria - conclude Guido Pisano -, sarà confermata la legittimità dell'operato dell'azienda".