Il giornalista e scrittore, Federico Buffa, è stato ospite della Givova Scafati Basket di patron Nello Longobardi e dell'Università degli Studi di Salerno per il convegno "Sport, prevenzione e alimentazione". Con l'avvocato, è stato inevitabile un passaggio sulla pallacanestro italiana che ha perso un'ulteriore squadra del sud nella scorsa estate, la Scandone Avellino. La Campania è fuori dalla massima serie dopo aver vissuto per più anni e con più realtà l'elite del basket nazionale: "Io ho fatto in tempo a osservare, con grande ammirazione, la Juvecaserta. È stata un capolavoro, comparabile al Cagliari del calcio del 1970. Uno Scudetto con un lavoro di più anni, non è una grande squadra di un anno. È un lavoro nella cultura del club, nell'amalgare quelli che vengono dal luogo con quelli che vengono da fuori. Ci vorrebbe più tempo, più programmazione, più visione per poter sperare di tornare lì, oltre che ovviamente basi economiche. Però mi sembra di venire in luoghi come Scafati, e mi è capitato anche altrove, con enorme passione. Per esempio, adesso qua a Salerno mi dicono che la squadra, l'Arechi, gioca in un piccolo paese, dove sono stato, ma fanno mille spettatori sempre. Vuol dire che di basket c'è voglia e questo già mi conforta".
Sul convegno e sull'importanza della prevenzione dell'alimentazione: "Non sono un nutrizionista. Non sono un dietologo, però l'argomento di questo convegno all'Università di Salerno è importante, che trascende anche lo sport, trascende la nostra vita di tutti i giorni. Ormai siamo in grado di avere una coscienza più ampia di quello che mettiamo nel nostro corpo e di che effetto faccia mettere le cose più adatte. Mi sembra un fatto di prevenzione, di ortodossia e prevenzione. È importante parlarne alle nuove generazioni e penso che sia un'idea benemerita".
