Lampioni spenti a Torrione: i cittadini non ci stanno

L'U.Di.Con chiede un immediato intervento per ripristinare la pubblica illuminazione

Salerno.  

Luci spente a Torrione, le numerose segnalazioni sono arrivate direttamente all’Unione per la Difesa dei Consumatori della Regione Campania che ha raccolto tutte le testimonianze da parte dei cittadini del popoloso quartiere di Salerno. 

“Nella zona che va dal mercato alla chiesa Santa Croce e che comprende via Robertelli, via Sciaraffia, via Padula e via Grisignano le luci artificiali restano spente dopo il tramonto rendendo impossibile la visibilità per tutti gli abitanti della zona. In inverno il sole a Salerno tramonta nelle prime ore del pomeriggio, rendendo così buio il quartiere anche durante il giorno. Secondo quanto scrivono i media, il motivo della mancata accensione dei lampioni sarebbe da ricercare nella volontà del comune di procedere al risparmio energetico per permettere il pieno funzionamento delle Luci d’Artista nelle altre zone della città. La situazione - si legge nella nota di U.Di.Con - risulta complessa perché la mancanza di luce rende difficile il passaggio dei pedoni e mette a rischio anche la loro incolumità in quanto le strade sono spesso trafficate”. 

L’U.Di.Con ha così deciso di muoversi con l’intervento del vicario Anna Della Mura che lancia un appello affinchè gli enti competenti possano intervenire e ripristinare la pubblica illuminazione: “Abbiamo inviato segnalazioni al comune di Salerno e alla Regione Campania dopo aver appreso della situazione del quartiere Torrione -  ha detto Della Mura – Sin dalle prime ore del pomeriggio le zone del quartiere citate nella nostra segnalazione restano al buio rendendo così molto pericolosa per gli abitanti non solo il rientro a casa di notte ma anche la normale vita di tutti i giorni.  Aspettiamo come U.Di.Con una celere risposta dagli organi competenti – conclude Della Mura - per poter avere maggiori informazioni e lumi anche sulle relative conseguenze per tutelare il sito e la salute pubblica”.