Crisi lavoratori autonomi, Confesercenti: "600 mila in meno"

Esposito: "Tutelare gli artigiani ma affrontare anche le nuove sfide della rivoluzione digitale"

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Salerno.  

“L’Italia dei piccoli imprenditori, delle ditte e dei professionisti continua a sparire, i dati Istat parlano chiaro: a dicembre 2019 i lavoratori indipendenti sono diminuiti di 71mila unità sull’anno precedente, mentre nell’arco degli ultimi dieci anni ne sono spariti 600mila, uno su dieci”. E’ quanto si legge nella nota inviata da Confesercenti Provinciale di Salerno che ha analizzato la situazione sul territorio. Una crisi occupazionale e sociale che si ripercuote anche sulla riprese economica.

“Da tempo, Confesercenti ha sottolineato la situazione di vera e propria emergenza vissuta dal commercio al dettaglio, ma il contagio è chiaramente distribuito tra tutte le microimprese. Nonostante questo, il mondo del lavoro autonomo è stato finora escluso da qualsiasi intervento di sgravio fiscale. Per i dipendenti, giustamente, si è predisposto il taglio del cuneo fiscale, mentre gli autonomi si sono visti sottrarre risorse già preventivamente stanziate: la legge di stabilità 2020 ha infatti eliminato ben 3,6 miliardi di euro precedentemente assegnati per l’applicazione del sistema della flat tax. 

I lavoratori indipendenti si trovano in una situazione sempre più difficile, che sono costretti ad affrontare senza ammortizzatori sociali o misure di sostegno al reddito”. “È necessario intervenire al più presto, a partire da una riforma complessiva dell’Irpef che riduca la pressione sui redditi bassi e medi e che si rivolga a tutti i contribuenti, non solo i dipendenti”. 

Sulla stessa linea il Presidente provinciale Raffaele Esposito. “Sarebbe auspicabile in considerazione della crisi economica e di stagnazione che perdura ormai da anni e per la quale la nostra terra non è esente, la convocazione presso la Regione Campania, che pure qualche segnale positivo sta cercando di dare al mondo delle PMI come i recenti bandi regionali di aiuti alle imprese Artigiane, del commercio e del commercio ambulante, la convocazione di un tavolo permanente di crisi del Commercio alla presenza della maggiori sigle sindacali regionali per capire quali misure è possibile mettere in campo nel brevissimo periodo a supporto delle migliaia di partite Iva regionali che spesso di identificano con il nucleo familiare e che spesso rappresentano l' unica fonte di reddito familiare.

Sono tanti i temi  - ribadisce il presidente Esposito - una politica di primalità sostenibile in ordine ai tributi regionali e locali, ma anche sgravi fiscali importanti e crediti di imposta per l' adeguamento alle nuove e ricorrenti, troppo spesso ricorrenti, normative vedi macchine fiscali, lotterie, ma soprattutto per instaurare un nuovo ragionamento per il commercio, con il supporto delle università, che deve entrare a pieno titolo nella difesa del made in Italy anche attraverso la rivoluzione digitale, conservare la tradizione ma con un occhio proiettato alle nuove sfide ed opportunità del web, certificano in rete la qualità dei nostri prodotti dei nostri beni e dei nostri servizi anche con tecnologia blockchain. 

Abbiamo l'obbligo morale, sociale ed economico - conclude Esposito  -  a tutela dei nostri centri abitati e delle nostre comunità, di conservare la tradizione e le maestranze artigiane ma non possiamo sottrarci alle sfide del nuovo millennio che sono dettate dalla rivoluzione digitale”.