Scuole chiuse per Coronavirus: tutti al parco per studiare

Lezioni di filosofia en plein air per gli studenti del liceo Alfano I, l'iniziativa di una docente

scuole chiuse per coronavirus tutti al parco per studiare
Salerno.  

Si sono riuniti armati di libri di filosofia e metro per misurare la distanza. Gli studenti del liceo statale Alfano I di Salerno, guidati dalla professoressa Gilda Ricci, supportata da altri professori dell'istituto, tra cui il docente Ugo Concilio, hanno dato vita a una vera lezione en plein air presso il Parco del Mercatello. Un modo per continuare a studiare e vedersi, nel rispetto delle norme di precauzione dettate, nonostante l'emergenza sanitaria del Coronavirus e la chiusura delle scuole.

Nemmeno la pioggia della mattinata li ha scoraggiati e, all'interno della serra situata nella grande area verde, un piccolo gruppo di allievi ha ascoltato, attento, le parole dei professori. Non è la prima volta che il liceo Alfano I organizza attività di questo tipo, data anche la vicinanza dell'istituto al parco.

Dopo il decreto ministeriale che ordinava la chiusura delle scuole dal 5 al 15 marzo, la professoressa Gilda Rossi ha condiviso via social la sua lezione all'aperto, commentando: Noi studiamo comunque, insieme, all'aperto, mantenendo la distanza solo dal male, per costruire un bene comune, come ci hanno insegnato i nostri avi. L'anima ha bisogno di contagio vitale per restare immortale. Scuole di nuovo chiuse per prevenire, giustamente lontano da ambienti spesso sovraffollati. Qui abbiamo spazi aperti inutilizzati, che nessuna scuola digitale e a distanza potrà mai riempire di conoscenza e natura. Riprendere anche finalmente un libro tra le mani, per approfondire e capire, non solo per sfogliare le pagine frettolosamente prima che suoni la campana ci consente finalmente di riprenderci il TEMPO! Studiamo ragazzi..a prescindere, facciamolo per NOI STESSI e per giorni migliori.”

Un messaggio che non era passato inosservato e aveva ricevuto numerosi pareri positivi. Oggi, un nuovo appuntamento che nemmeno il brutto tempo è riuscito a disdire.

“Studiare non è un optional. Sono sospese le attività all'interno della scuola, ma non quelle all'esterno o a distanza. - ha dichiarato la professoressa Ricci -  A volte, in tempo di crisi, nascono le migliori opportunità, come ci insegna la storia. Anche con la scuola aperta spesso siamo venuti a fare lezione al parco, anche per portare avanti un percorso di filosofia chiamato “Il giardino dei pensieri”, ispirato alla metodologia didattica di Mario Trombino, autorizzati dalla dirigente Elisabetta Barone e dai genitori dei ragazzi. Abbiamo quindi pensato di offrire questo servizio anche in questo momento, osservando le regole e mantenendo le distanze, evitando l'assembramento con piccoli gruppi di studenti.”

Un modo, dunque, per continuare a studiare non perdendo di vista il contatto e l'interazione: “La scuola non è soltanto assegno, compiti o materiali, serve un dialogo continuo con i ragazzi, e noi lo facciamo sempre. Non guardiamo l'orologio, noi siamo in servizio a tempo pieno: quando i ragazzi hanno bisogno, eccetto momenti in cui non posso rispondere, ci sono sempre, per telefono, videochiamata o nella classe virtuale che stiamo creando, e in questo devo dire che i ragazzi ci stupiscono sempre, ci stanno seguendo e noi siamo felici di poter fare qualcosa per e con loro.” ha concluso la professoressa di filosofia

Ed è proprio il contatto e confronto con i ragazzi, costante e attento, fatto di dibattito e non solo di nozioni, un approccio condiviso anche da un altro professore di filosofia dell'istituto, presente sul posto, Ugo Concilio: “Vogliamo sottolineare che questa iniziativa non nasce a seguito dell'emergenza Coronavirus, è un'iniziativa che abbiamo intrapreso come liceo Alfano I già da diversi anni e, in questo momento, diventa effettivamente un'alternativa didattica molto utile. Questo incontro rende, soprattutto, possibile un incontro e una didattica più informale con i ragazzi, ma non per questo meno efficace. Un'iniziativa che ci consente di stemperare un po' le tensioni portate da questa emergenza. È stato interessante parlare e confrontarsi con i ragazzi in merito alla situazione, notare come anche tra di loro ci sia una divisione in due gruppi che ricalcano lo spaccato che si sta formando nella società: le persone molto preoccupate per il virus e quelle che parlano di un eccessivo allarmismo e psicosi collettiva. Tutto questo ha portato a un dibattito che ha aperto la strada a tutta una serie di approfondimenti. Il nostro obiettivo fondamentale: far si che la scuola diventi un luogo dove si approfondiscono le cose e non si parli soltanto per sentito dire.” ha spiegato il docente.

Gaia e Martina, due delle studentesse presenti alla lezione, hanno commentato positivamente l'incontro: “E' un'iniziativa che ci serve e che ci consente di non rimanere indietro con il programma, anche in un momento un po' particolare che ci preoccupa un po'”, aggiungendo: “Siamo abituati alle lezioni all'aperto, ne abbiamo fatte tante. Questa è un'ottima occasione per continuare a studiare ma facendolo in un modo bellissimo”

L'emergenza Coronavirus non ferma la cultura.