Da Milano a Salerno: "Non stiamo scendendo da incoscienti"

Il racconto di quattro passeggere del treno partito ieri notte dopo il nuovo decreto sul Covid19

da milano a salerno non stiamo scendendo da incoscienti
Salerno.  

Storia di un viaggio interminabile tra mascherine, psicosi, controlli e quasi 5 ore di ritardo. Il treno intercity 797, partito da Milano ieri notte e previsto arrivare in città alle 10:40 è arrivato a Salerno con oltre 230 minuti di ritardo. Un viaggio infinito che si è concluso pochi minuti prima delle 15 quando i circa 10 passeggeri, ancora a bordo del convoglio, hanno raggiunto la stazione cittadina.

Dopo la pubblicazione di una bozza del nuovo decreto che ha esteso a tutta la Lombardia la zona rossa per l'allerta Coronavirus è iniziata una vera e propria corsa ai treni. Tantissimi i fuorisede, tra lavoratori e studenti, che hanno deciso di ritornare nelle regioni del Sud. A bordo dell'intercity 797  anche quattro ragazze calabresi, due studentesse e due che lavorano nel mondo scolastico che hanno fatto tappa a Salerno prima di proseguire il loro viaggio verso la Calabria.  

"Siamo partite da Milano Porta Garibaldi ieri sera alle 23 e 20 e tutta la notte è passata tranquilla. Verso le 6 di mattina siamo arrivate a Roma e sono “iniziati i problemi”: la stragrande maggioranza dei passeggeri a bordo del treno è scesa lì, e, a onor del vero, non abbiamo visto i sanitari della protezione civile e gli agenti di polizia sul binario così come, invece, ci sono stati per le altre fermate. Probabilmente li avranno controllati all'uscita." racconta la ragazza, equipaggiata di mascherina e guanti. 

"Poco dopo esser ripartiti, ci hanno tenuti fermi a Falciani per due ore, hanno detto per un problema tecnico, abbiamo poi capito che non era quello il reale motivo... infatti, dopo esser ripartiti ci siamo fermati nuovamente a Cancello. Lì sono saliti i poliziotti per fare i controlli. Hanno chiesto generalità, carta d'identità e numero di telefono ad ognuno di noi e alla fine siamo ripartiti. Arrivati finalmente a Salerno ci siamo sottoposti ai reali controlli sanitari da parte dei operatori in tuta bianca che hanno misurato la temperatura e saturimentro. Per tutto il tragitto e per ogni fermata è stata aperta sempre e solo una porta del convoglio." fa sapere la giovane passeggera. 

"Il nostro era un viaggio già programmato. Venivamo, tra l'altro, già da due settimane di auto quarantena a Milano e, ancor prima del decreto, avevamo organizzato una casa isolata in Calabria pronta per accoglierci per due settimane. Non stiamo scendendo da incoscienti. A fronte di un treno completamente pieno siamo arrivati a Salerno una decina. Tanta stanchezza." conclude la ragazza. 

Tutte e quattro le giovani donne non presentano febbre o sintomi ma è stato comunque consigliato a tutti i passeggeri di osservare un isolamento di 15 giorni in via precauzionale.