Unisa: nuovi distributori per gel igienizzante, chiusi i bar

Rientro per i lavoratori, mentre gli studenti seguono lezioni da casa

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Salerno.  

La psicosi coronavirus ha raggiunto tutti i cittadini italiani, i bar chiedono alla clientela di entrare massimo tre persone alla volta, le attività didattiche in scuole e università sono sospese, alcune attività commerciali e locali sono chiusi, i ristoranti cercando di mantenere la distanza di sicurezza e igienizzare il tutto al meglio, per la sicurezza del personale e dei clienti. Oggi, lunedì, si cerca di affrontare l'inizio della settimana con normalità. Dopo l'arrivo del treno da Milano che ha sconvolto Nord e Sud, in molti hanno ben capito che il coronavirus non è una semplice influenza di passaggio e fa paura.

L'Università degli Studi di Salerno chiude le aule e apre i collegamenti in diretta o in streaming per gli studenti. Chiude i bar, locali, mense e altri posti dove si potrebbero creare situazioni di difficile controllo. Presenti al campus solo i lavoratori e spuntano i manifesti per la prevenzione imposti dal governo. In alcuni punti sono presenti anche nuove colonnine per distribuire gel igienizzante.

Questo il racconto di alcuni lavoratori all'interno degli uffici. "Continuiamo a venire a lavoro ma cerchiamo di essere attenti, ora hanno caricato nuove colonnine per il gel igienizzante, i locali sono chiusi e tutto quello che può riguardare la prevenzione è a nostra discrezione". 

Intanto, sono cambiati gli orari dei pullman da e per il campus salernitano. Sempre più vuoti a causa dell'assenza degli studenti che, proprio da oggi, dovrebbero iniziare le lezioni a distanza, registrate in streaming o in diretta. 

Si procedere a rilento, cercando di guardare il bicchiero mezzo pieno, in attesa del prossimo lunedì, 16 marzo, che potrebbe riportare gli studenti al campus e alla normalità.

La situazione in centro città è pressochè la stessa. I pochi presenti sul Corso Vittorio Emanuele sono per lo più lavoratori. I negozi, quelli rimasti aperti, sono vuoti. Dal silenzio, si sentono voci dall'interno: "Andate a fare una passeggiata sul Lungomare, non entrate". La paura, la psicosi, invita anche chi per lavoro è a contatto con le persone a fare un passo indietro.